SCOPRIAMO LE EMOZIONI: LA PAURA

un saluto a tutti i lettori di GenitoriFelici! Eccoci arrivati all’ultimo appuntamento con i video dedicati alla scoperta delle emozioni primarie: oggi, visto che è da poco passato Halloween, parliamo della PAURAAAA

Buona visione!

SCOPRIAMO LE EMOZIONI: IL DISGUSTO

eccoci arrivati ad un nuovo video, questa volta dedicato all’emozione del DISGUSTO.

Buona visione!

SCOPRIAMO LE EMOZIONI: LA TRISTEZZA

buongiorno a tutti e ben ritrovati sul blog genitorifelici. Continuiamo il nostro percorso alla scoperta delle emozioni con il video dedicato alla tristezza.

INSIDE OUT: spiegare la mente a grandi e piccini

Si lo ammetto…ormai sono passati un po’ di anni ma era da tempo che volevo scrivere una mia personale recensione del bellissimo film di animazione della Pixar “Inside Out”. Come molti sapranno questo cartone, uscito nelle sale italiane nel 2015, mette al centro della storia le emozioni di una giovane adolescente.

“Inside out” racconta, infatti, la vicenda di Riley, una bambina di 11 anni che dal Minnesota si trasferisce a San Francisco con la sua famiglia. Ciò che rende così innovativa e geniale questa pellicola è il fatto che la narrazione si svolge a partire da ciò che avviene “dentro la testa” di Riley, fornendoci così uno spaccato molto chiaro di come funziona la mente umana. Il film è perlopiù ambientato nel cervello della bambina, dove 5 emozioni (Gioia, Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza) si avvicendano intorno ad una consolle di comando, dalla quale orientano i pensieri, le azioni ed i ricordi di Riley. Così la gioia diventa una ragazza gialla come il sole, sempre allegra ed ottimista, la tristezza è una cicciottella con la pelle e i capelli blu, perennemente imbronciata e la rabbia è un tipetto rosso tutto pepe, che prende fuoco per un nonnulla. Completano il quadro il disgusto, raffigurato da una signorina verde, snob e che critica tutto e tutti ed un signorotto allampanato e sempre terrorizzato, la paura appunto.

Dietro ai personaggi descritti ci sono studi approfonditi: per delinearne al meglio ogni sfaccettatura la Disney Pixar si è appoggiata alle ricerche di un centro di psicologia e neuroscienze dell’università di Berkeley. Gli studiosi hanno guidato gli sceneggiatori per dare risposta a domande del tipo: che ruolo hanno le emozioni nella coscienza e nella memoria degli individui? Come reagisce emotivamente una preadolescente di fronte ad un cambiamento? Come cambia la vita emotiva di una ragazzina di 12 anni rispetto a quando era piccola?

Lungo tutto il film, leader indiscusso del gruppo è Gioia che ha accompagnato Riley lungo tutte le tappe della sua crescita. Il film farà vedere, invece, come l’elemento fondamentale della crescita sia anche la presenza di Tristezza e quanto sia importante riconoscerne l’esistenza ed apprezzarla. In realtà, infatti, il tema principale del film è la perdita e l’ allontamento (dai vecchi amici, dalla casa e dai ricordi di un tempo, dall’infanzia).  Crescendo, si fa strada sempre più in Riley il sentimento della tristezza (l’adolescenza è per definizione l’età dell’inquietudine e dell’incertezza), che arriva ad influenzare anche i suoi ricordi passati. Tutto questo aiuta la ragazzina a riconoscersi come individuo che sta cambiando, permettendole di costruire piano piano la sua identità. In un certo senso, Inside out regala un nuovo valore a questa emozione, che cessa di essere vista come l’emblema della passività e diventa fonte di energia per rispondere al dolore della perdita.

Le emozioni, infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono fonte di confusione e sconvolgimento (e quindi da nascondere o evitare), ma aiutano piuttosto ciascuno di noi nella formazione di un senso morale, guidandoci nel capire ciò che è giusto e ciò che non lo è, oltre a permetterci di formulare una personale visione del mondo che ci circonda.

La rabbia, ad esempio, ci permette di reagire alle ingiustizie e “scaldarci” così da lottare per ciò in cui crediamo.  Inoltre esse danno struttura alle nostre relazioni sociali, ai legami con le figure di riferimento (genitori ed amici).

Il film alterna momenti di puro divertimento, (ad esempio i siparietti creati dai diversi pensieri nella testa dei diversi componenti della famiglia durante la cena insieme) a scene più serie che possono darci importanti spunti di riflessione.                                   Credo che il momento più toccante del film sia quando Gioia capisce l’importanza di Tristezza e le permette di accedere alla consolle. Riley riesce finalmente a piangere ed ammettere ai suoi genitori che le mancano gli amici e la casa del Minnesota, togliendosi la maschera di bambina sempre felice e gioiosa. Bellissima è anche la sintonizzazione emotiva dei genitori di Riley, che capiscono la sua tristezza e la accolgono, permettendo ai ricordi di unirsi. Le due emozioni creeranno nuovi ricordi insieme: gioia e tristezza daranno luogo alla nostalgia e Riley porterà i ricordi felici nel suo cuore.

Ritengo che un grande merito di “Inside out” sia stato quello di essere riuscito a spiegare la complessità della mente umana in modo semplice e divertente: memoria a breve e lungo termine prendono così la forma di  tubature che portano ad “archivi di memoria” pieni di palline colorate, i ricordi diventano isole magiche e ci sono veri e propri set cinematografici con tanto di attori per raccontare la formazione dei sogni.

“Inside out” è un piccolo gioiello di animazione e a tratti un compendio di psicologia: memorabile resta la scena di un disperato Bing Bong (l’amico immaginario di Riley bambina), inconsolabile per la perdita del suo carretto magico. Gioia cerca in tutti i modi di tirargli su il morale, ma sarà Tristezza, con la sua capacità di sintonizzarsi sul dolore emotivo altrui (ciò che chiamiamo empatia) a permettere a Bing Bong di elaborare il suo dispiacere, per poi asciugare le lacrime e dire “mi sento meglio…ora”.

 

INFOGRAFICA: REAZIONI DELLA COPPIA DI FRONTE ALLA SEPARAZIONE

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QUANDO MAMMA E PAPA’ SI SEPARANO

La separazione di una coppia è un momento molto delicato e doloroso, che porta profonde ferite negli adulti e in special modo nei figli, che vedono crollare la loro famiglia e messi in dubbio i più profondi affetti e legami.

COME REAGISCE IL BAMBINO?

A seconda delle età si possono riscontrare diverse reazioni e spiegazioni da parte dei bambini: i più piccoli, di 3-4 anni hanno di solito la convinzione magica di essere responsabili di quanto accade intorno a loro e saranno quindi portati ad interpretare l’allontamento di uno dei due genitori come il risultato di qualcosa di cattivo che hanno fatto: non vedere più la mamma o il papà verrà letto come “non mi vuole più bene”. È fondamentale allora rassicurare il bambino, sottolineando che l’amore dei genitori per lui non cambia anche se la relazione come coppia è terminata.

Verso i 6 anni  il bambino di solito pensa di essere la causa dei litigi tra mamma e papà, che hanno poi portato alla separazione. Anche in questo caso occorre sottolineare come  la decisione di lasciarsi sia stata presa dagli adulti ed assolutamente non per un comportamento del loro bambino.

COME COMUNICARE LA NOTIZIA CHE MAMMA E PAPA’ SI SEPARANO?

La separazione spesso porta con sè rancori, accuse e dolorosi scontri all’interno della coppia. È importante che i genitori siano in grado di mettere da parte recriminazioni e rabbia nell’ottica di tutelare il benessere dei propri figli. Ecco alcune cose da ricordare:

Siate sinceri: i bambini sono molto sensibili e capiscono tutte le sfumature emotive sin da piccolissimi. È molto più dannosa una situazione di ambiguità, in cui il bambino non capisce la reale situazione in casa, che l’ammettere serenamente che i genitori non possono più vivere sotto lo stesso tetto perché non vanno d’accordo;

– Cercate di comunicare insieme la vostra decisione ai figli: delegare a un solo genitore la responsabilità di parlarne sarebbe scorretto e rischierebbe di farlo passare come il “genitore cattivo”. La notizia va data in modo il più possibile sereno, in un momento calmo e in un ambiente tranquillo e va sottolineato come sia il frutto di una decisione comune.  Occorre rassicurare il bambino, abbracciarlo e farlo sentire amato e protetto;

– Sei figli sono due e magari di età diverse si può parlare tutti insieme e poi, se necessario, dare del tempo ad ogni singolo bambino per fare domande, chiarire ciò che non ha capito, essere abbracciato e coccolato;

– Spiegate ai vostri figli che, pur cessando di essere coppia, non si smette mai di essere genitori e che l’amore per loro non potrà mai cambiare. Anche se mamma e papà non vivranno nella stessa casa si impegneranno entrambi per essere presenti nella vita del loro bambino. Trasmettete il messaggio che il bambino è stato il frutto dell’amore dei suoi genitori, che anche se adesso non vanno d’accordo lo hanno profondamente voluto e lo ameranno incondizionatamente e per sempre

– Spiegate in modo chiaro e adeguato all’età del bambino i cambiamenti concreti che la separazione porterà nella loro routine giornaliera (come sarà a giornata tipo a casa di papà? Potrò portare i miei giochi? Chi mi porterà a calcio? Chi verrà a prendermi a scuola?). Sarebbe consigliabile cercare di mantenere quanto più possibile inalterate le abitudini del bambino, specie se molto piccolo (orari, rituali…)

Siate chiari nel messaggio che mamma e papà non torneranno insieme: ogni bambino cercherà in ogni modo (attraverso capricci, reazioni di rabbia ed opposizione verso l’uno o l’altro genitore, stati d’ansia e pianti) di ricomporre l’unità genitoriale e tenere unita la sua famiglia. I bambini non vanno mai presi in giro e occorre sempre essere onesti con loro. Accogliete il loro disagio e la loro disperazione e cogliete i momenti in cui vorranno parlare delle loro emozioni;

Non  screditate mai il partner agli occhi del figlio: risolvete i conflitti in sede privata, senza farvi vedere o ascoltare dal bambino e mettendo sempre davanti a tutto il suo benessere. La cosa peggiore che potete fare è mettere il bambino nella situazione di prendere le parti di uno o dell’altro. Ricordate che

anche se la coppia cessa di esistere, si è genitori per sempre. 

La separazione è certamente un momento doloroso, ma ricordiamoci che i bambini hanno in sé risorse incredibili che permettono loro di affrontare anche le prove più difficili. Affetto, pazienza e collaborazione (per quanto possibile) tra i partner sono gli ingredienti per rendere questo difficile momento un po’ meno duro per i nostri bambini.

I 10 FALSI MITI SULLE EMOZIONI

 

L’essere umano è, per sua natura, un soggetto emotivo. Le emozioni permeano la nostra vita e ci influenzano in ogni momento. Imparare a riconoscerle ed accettarle è il primo passo per poter vivere una vita piena e felice, poichè sono le emozioni ad aver permesso di fatto la sopravvivenza della nostra specie.

Nella mentalità comune vi sono diverse opinioni associate al tema delle emozioni, ma alcune sono profondamente errate.  Vediamo insieme 10 miti da sfatare su questo argomento: Continua a leggere “I 10 FALSI MITI SULLE EMOZIONI”