pratiche di “buona scuola”: il progetto TRIS e TRIS-2

29249883_10211865617701368_3498026755493462016_nVenerdì 16 maggio presso lo spazio Tim di Milano in occasione della Milano Digital Week si è tenuta la presentazione dei risultati nell’ambito della sperimentazione del Progetto TRIS, che si è posto come obiettivo quello di utilizzare la tecnologia per garantire lo studio ai bambini che non possono frequentare le lezioni in classe per gravi motivi di salute.

Sono venuta a conoscenza dell’evento grazie a Alessandra Corradi, Presidente dell’associazione “Genitori Tosti in Tutti i Posti” (www.genitoritosti.it) e  approfitto per ringraziare lei e Giovanni Barin (vice presidente) per avermi permesso di conoscere quest’importante iniziativa.

Si tratta di un ambizioso progetto che mira all’inclusione socio educativa grazie all’utilizzo metodico nelle classi di strumenti tecnologici (computer, skype e internet, strumento LIM…) e che compie una vera e propria rivoluzione anche nella metodologia didattica. Includere virtualmente in una classe un bambino costretto a casa dalla malattia implica infatti una ridefinizione dell’ambiente scolastico e la capacità dei docenti di diventare flessibili per modellare le strategie didattiche in funzione delle nuove tecnologie.

Il progetto, è stato realizzato da Fondazione Tim, in collaborazione con l’istituto delle Tecnologie Didattiche (CNR) e l’associazione nazionale dei dirigenti pubblici e delle alte professionalità della scuola (ANP). Durante il pomeriggio dapprima sono state raccontate la nascita e la sperimentazione del progetto TRIS per poi,  in un secondo momento, illustrare quella che sarà la seconda fase e prosecuzione del progetto (TRIS-2).

Il progetto TRIS (tecnologia di rete e inclusione socio – educativa) è stato avviato dai ricercatori del CNR-ITD di Genova come sperimentazione nel 2013 ed è proseguito fino al 2017: sono state coinvolte 10 classi e 4 studenti con diversi gradi di patologie, che hanno potuto partecipare da casa alle lezioni attraverso un sistema interattivo e tecnologico.

Questo modello ha dato vita alla creazione di una classe ibrida, in cui il setting scolastico si è adattato alle nuove condizioni: i banchi, ad esempio, sono stati posizionati in modo da formare delle isole di apprendimento in cui era favorito il lavoro in piccolo gruppo degli allievi. Anche le insegnanti hanno ridotto il consueto stile di insegnamento frontale e di semplice trasmissione dei contenuti per favorire un apprendimento più concreto, basato sull’esperienza, sul lavoro di gruppo e sul confronto tra i compagni (peer- tutoring). La tecnologia, dunque, ha migliorato la qualità della didattica ed ha favorito la cooperazione all’interno della classe.

È stato molto interessante vedere come il progetto abbia favorito anche l’inclusione sociale di questi bambini che, pur non essendo fisicamente presenti in classe, hanno stretto legami di amicizia molto forti con i compagni, con una conseguente ricaduta positiva in termini di autostima e senso di autoefficacia. Attraverso lo strumento del sociogramma i ricercatori hanno potuto evidenziare come gli alunni che frequentavano da casa le lezioni fossero considerati in modo positivo dai compagni di classe e perfettamente integrati nel gruppo.

Nella seconda parte del pomeriggio i responsabili del progetto hanno parlato dell’avvio della seconda fase, denominata TRIS-2: forti degli ottimi risultati ottenuti, grazie all’ANP si punta a realizzare il primo censimento in Italia dei ragazzi che non sono in grado di frequentare normalmente le lezioni in classe perché colpiti da patologie serie e invalidanti. questo permetterà di avere una visione più chiara della reale situazione del nostro territorio e sarà accompagnato da una mappatura delle pratiche adottate ad oggi nelle diverse scuole, così da gestire in modo univoco e riconosciuto i casi di mancata frequenza scolastica. TRIS -2, infine, vedrà la realizzazione di una piattaforma online attraverso cui erogare un corso certificato, accompagnato da un servizio di tutoring da parte dei ricercatori del CNR-ITD, in modo da formare sul modello TRIS tutti i docenti che lo richiederanno.

Questa giornata è stata davvero ricca ed interessante, mi ha fornito molti spunti di riflessione e soprattutto è stata una piacevole occasione per ritrovare slancio e fiducia nel futuro: in una società in cui si tende spesso a lamentarsi di ciò che non funziona, il progetto TRIS e la sua prosecuzione sono davvero un esempio di quella che viene definita “la buona scuola”.

 

bentornati sul blog!

Le vacanze sono purtroppo finite (almeno per me!) e con il rientro riprende anche la consueta attività del blog genitorifelici. Si ricomincia con nuovi articoli, contenuti e video interessanti sul mondo della genitorialità e del bambino. Inauguriamo l’inizio del mese di settembre  con una colorata infografica per dare qualche spunto di riflessione ai genitori che si ritrovano a vivere l’emozionante momento dell’ingresso in una nuova scuola da parte dei propri figli.

Come affrontare al meglio il primo giorno di scuola? Che emozioni accompagnano la mente del bambino? Come possiamo noi genitori aiutare in questo delicato passaggio?

INFOGRAFICA il primo giorno di scuola

INFOGRAFICA BULLISMO

infografica-bullismo

CAUSE E CURE PER LA PROCRASTINAZIONE DEGLI STUDENTI

Buongiorno a tutti. Per questo articolo del giovedì ho pensato di proporvi la traduzione di un interessante riflessione sul tema della procrastinazione, scritta da Marie Hartwell –Walker e tratta dal sito americano PsychCentral (CLICCANDO QUI potrete trovare il link all’articolo originale).    La procrastinazione (ovvero la tendenza a rimandare i compiti importanti da fare, il famoso “lo farò domani!”) è un comportamento molto diffuso e trovo sia utile esaminarlo. Questa volta lo facciamo da un punto di vista leggermente differente, quello di una psicologa americana alle prese con la procrastinazione dei suoi studenti. Buona lettura!

Mi viene quasi da ridere. Pensando di scrivere un articolo sulla procrastinazione, se guardo me stessa sembro un classico caso. Stamattina mi sono alzata presto per scrivere. L’ho fatto davvero. Ma prima ho pensato che dovevo pagare le mie bollette mensili. Poi ho iniziato a cucinare ed ho pulito con una spugna il mobile della cucina. Una lunga telefonata con mia figlia è stata seguita dal buttare in lavatrice i panni sporchi e nel dare una lavata ad alcuni piatti lasciati “a mollo” nel lavandino dalla sera prima (sembra che mio figlio che aveva il compito di riordinare la cucina non lo abbia fatto. Grr). Penso che mi farò un altro caffè. Continua a leggere “CAUSE E CURE PER LA PROCRASTINAZIONE DEGLI STUDENTI”

8 DOMANDE PER RENDERE I COMPITI A CASA CON VOSTRO FIGLIO UN GIOCO DA RAGAZZI

Diciamoci la verità: fare i compiti a casa, spesso dopo ore e ore di estenuanti lezioni in classe, senza potersi muovere e giocare è sicuramente molto impegnativo e pesante per i nostri ragazzi, siano essi della scuola elementare oppure un po’ più grandi.

Nessuno ha voglia di riaprire i libri anche nel pomeriggio (non parliamo poi dei ragazzi che fanno il tempo prolungato e tornano a casa dopo le 16!) e spesso il momento dei compiti è visto come un’inutile scocciatura da finire il più presto possibile e senza concentrarsi molto. senza parlare dei compiti delle vacanze assegnati durante il periodo estivo, che spesso vengono visti come una scocciatura inutile.

Eppure i compiti a casa sono molto importanti: non solo eseguire gli esercizi  assegnati permette ai ragazzi  di farsi un’idea di quanto effettivamente è stato capito dell’argomento, ma sono anche un’utile metodo per consolidare  ciò che l’insegnante ha spiegato in classe e aiutano a memorizzare i concetti fondamentali che andranno imparati durante lo studio.

Come possono i genitori fare sì che il lavoro a casa dei propri figli sia costruttivo e utile? E’ possibile rendere il momento dei compiti una parentesi serena e creativa della giornata? Certamente sì, seguendo queste 8 strategie: Continua a leggere “8 DOMANDE PER RENDERE I COMPITI A CASA CON VOSTRO FIGLIO UN GIOCO DA RAGAZZI”

COSA FARE SE…. PRENDE BRUTTI VOTI A SCUOLA

Luca, 13 anni, torna a casa dopo la consueta mattinata a scuola con una faccia cupa e arrabbiata. Non vuole raccontarvi niente, non vuole mangiare e si rifugia in camera sua borbottando di lasciarlo in pace. Solo dopo un po’ di tempo e di ripetute domande riuscite a capire che anche questa volta il compito di matematica è andato male. Ormai da un po’ di tempo i voti a scuola hanno subito un drastico calo e non sapete cosa fare.

LA PREOCCUPAZIONE:

A cosa saranno dovuti questi comportamenti? Perché improvvisamente Luca non è più il bambino studioso di un tempo? Metterlo in castigo e obbligarlo ad impegnarsi di più è la strategia più efficace? Devo mandarlo a ripetizioni o provo a farlo ragionare e spiegargli che questo atteggiamento potrà essere un ostacolo per il suo futuro?

 

COME REAGIRE:
Continua a leggere “COSA FARE SE…. PRENDE BRUTTI VOTI A SCUOLA”

AFFRONTARE I COMPORTAMENTI PROBLEMATICI DEGLI ALUNNI IPERATTIVI: GESTIRE L’IMPULSIVITA’ NEL RISPONDERE

Bentornati al nostro consueto appuntamento del lunedì! Oggi parliamo di alcune strategie che l’insegnante può usare in classe per contenere l’eccessiva impulsività nel rispondere degli allievi con deficit di attenzione ed iperattività.  Naturalmente anche i genitori possono adattare questi suggerimenti ed applicarli in casa nelle situazioni di vita quotidiana.

Una caratteristica ricorrente dei bambini iperattivi è l’incapacità di aspettare il proprio turno: spesso in classe rispondono in maniera impulsiva, non attendono di essere chiamati dall’insegnante, disturbano e si sovrappongono alla voce dei propri compagni.   Si tratta di un deficit di base dovuto all’ADHD, che porta questi bambini a non riuscire a fermarsi e riflettere prima di agire.

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AFFRONTARE I COMPORTAMENTI PROBLEMATICI DEGLI ALUNNI IPERATTIVI: L’ ECCESSIVA ATTIVITA’ MOTORIA

 

Iniziamo oggi una serie di articoli destinati in particolar modo ad insegnanti e genitori che ogni giorno si trovano a dover combattere contro l’ADHD, ovvero il Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività. Questi bambini hanno difficoltà a regolare le proprie emozioni, fanno fatica a rispettare le regole e concentrarsi, sono spesso impulsivi, oppositivi e disturbanti.

Tuttavia, è importante sottolineare che molti tra i soggetti identificati come iperattivi presentano anche caratteristiche positive: alcuni sono creativi, intuitivi e con un buon livello intellettivo.

Occorre formare l’ambiente circostante, e quindi genitori ed insegnanti, perché si riescano a costruire intorno ai bambini impulsivi ed iperattivi le giuste condizioni e sia possibile contenere e gestire al meglio i comportamenti problema.

Oggi e nelle prossime settimane (per 4 lunedì) affronteremo ogni volta una specifica difficoltà legata all’ADHD, fornendo alcune linee guida per gli adulti, in particolare gli insegnanti, che si trovano a gestire questi bambini.

Iniziamo parlando di un tratto caratteristico di questo disturbo, ovvero l’eccessiva attività motoriaContinua a leggere “AFFRONTARE I COMPORTAMENTI PROBLEMATICI DEGLI ALUNNI IPERATTIVI: L’ ECCESSIVA ATTIVITA’ MOTORIA”