Buoni Propositi #4

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Smettere di far parlare quelle vocine nella tua testa che ti continuano a ripetere “non sei abbastanza…vedi che non sei in grado?…te l’avevo detto … sembra un compito impossibile? È venuto il momento di smettere di giudicare te stesso solo per le tue debolezze.

Ricorda sempre che tu hai il diritto di essere te stesso, con i tuoi pregi e con i tuoi difetti. Siamo tutti individui unici ed irripetibili, nessuno è identico all’altro ed è proprio questo il bello!

Una delle mie citazioni preferite è di Eleanor Roosevelt e recita niente e nessuno può farti sentire inferiore, a meno che tu non glielo consenta”

Se questo è vero rispetto ai giudizi che ci danno gli altri, ancora di più è applicabile ai pensieri negativi che rivolgiamo contro noi stessi. Devi renderti conto che è un errore identificarsi con le proprie capacità. Noi non siamo soltanto ciò che sappiamo fare (che, tra l’altro, è continuamente migliorabile).

  • Questa settimana prova a ….: ritrova il tuo valore imparando a dire dei no: smetti di essere troppo disponibile per compiacere gli altri, fai valere con gentilezza e fermezza le tue ragioni e ricorda a te stesso che tu vali e hai in te tutte le potenzialità per realizzare i tuoi obiettivi.

PILLOLE DI PSICOLOGIA: RESILIENZA E LAVORO

Negli articoli delle scorse settimane abbiamo parlato della resilienza e della sua correlazione con il pensiero positivo e l’autostima. Oggi, in questa breve pillola, vorrei estendere il concetto di resilienza anche all’ambito lavorativo. Quanto detto negli articoli precedenti, infatti si può applicare anche al contesto di lavoro, contribuendo a migliorarne il clima (relazioni con colleghi, lavoro in team, leadeship…) ed i risultati (prestazioni, obiettivi raggiunti, definizione di un piano di azione…).

Cosa intendiamo esattamente con il termine “resilienza organizzativa”?

La resilienza organizzativa mira ad una gestione efficace delle situazioni avverse che si verificano nel lavoro, allo scopo di trasformarle in opportunità. Lo scopo principale consiste nell’imparare a sviluppare competenze organizzative:

 – di fronte ai cambiamenti (change management)

– Di fronte a diversi tipi di stressor (risk management)

La resilienza organizzativa può essere intesa partendo da due punti di vista: essa può essere intesa come CAPACITA’ DI RIMBALZO , ovvero come abilità a ritornare ad una situazione di omeostasi dopo eventi inattesi o stressor. In questo caso si pone l’enfasi sulle strategie di coping x recuperare i livelli di performance precedenti.

Una seconda accezione la vede come un’occasione per sviluppare nuove capacità nel team di lavoro e dar vita a nuove opportunità. Le sfide e i cambiamenti sono visti, allora, come mezzi per migliorare le prestazioni già esistenti.

ECCO ALCUNI SPUNTI X SVILUPPARE LA RESILIENZA ORGANIZZATIVA:

  • Informatevi sul vostro contesto lavorativo: prendere coscienza della propria realtà permette di essere più pronti ad anticipare eventuali problemi o riconoscere la direzione in cui muoversi;
  • Riflettete sui modi in cui sono stati superati i problemi e le avversità in passato (narrazione di storie di resilienza) e rendetene partecipi i vostri collaboratori;
  • Incoraggiate e premiate l’innovazione e il problem solving creativo: sostenete pensieri e idee non convenzionali e permettete a ciascun collaboratore di esprimere le proprie opinioni;
  • Mantenete un focus esterno. Di fronte a periodi di crisi è alto il rischio di chiudersi all’interno della propria organizzazione senza aprirsi al mondo e ad altre esperienze aziendali e lavorative. In un mercato caratterizzato da continue sfide e cambiamenti è invece indispensabile cercare un continuo confronto con le altre realtà che ci circondano.