ADOZIONE: PARLARNE O NO IN FAMIGLIA? E COME? 4 ELEMENTI DA TENERE A MENTE…

1- Parlate regolarmente dell’adozione

Anche se il vostro piccolo è ancora un neonato e temete che non possa capire, parlate da subito della sua adozione e del suo arrivo nella vostra vita: in questo modo per lui sarà qualcosa di naturale. Rendete la cosa molto semplice, adeguandola alle diverse età. Gia prima dei 5 anni i bambini dovrebbero essere informati delle loro origini e sapere che l’adozione è un modo di diventare famiglia. Parlate al bambino di come è nato: spiegategli che un’altra donna e un altro uomo gli hanno dato la vita, che lui è cresciuto nel pancione di quella signora e poi siete arrivati voi a prendervi cura di lui. In questo modo è nata la vostra famiglia.

L’adozione non deve essere un tema difficile di cui si discute una volta ogni tanto, occorre trasmettere il messaggio che l’arrivo del vostro bambino è stato un evento positivo. Questo è possibile soltanto parlando giornalmente della “storia dell’adozione”, raccontando come avete saputo la storia del vostro piccolo, della prima volta che lo avete visto e stretto tra le vostre braccia, di quanto eravate felici del suo arrivo nelle vostre vite, del luogo in cui vi siete incontrati, del primo arrivo nella nuova casa. Gli eventi felici dei genitori diverranno così gli eventi felici del bambino, che vivrà la sua adozione in modo sereno e tranquillo. Al contrario, nascondere le informazioni fino all’età in cui “il bambino potrà capire” avrà il solo risultato di far dubitare il bambino che la sua adozione sia stato un fatto positivo e renderà tutto più difficile.

2. Non ignorate o parlate male dei suoi genitori naturali

I genitori biologici dovranno fare sempre parte della vita del bambino. Evitare di parlarne dà il messaggio che si è a disagio rispetto alla loro esistenza o che si crede abbiano fatto qualcosa di male, che siano figure totalmente negative. In realtà loro sono coloro che hanno dato la vita al vostro bambino e che alla fine hanno permesso a voi di diventare i suoi genitori.

3. Non aspettate che sia vostro figlio a fare domande

 Spesso i bambini adottati evitano di fare domande sui loro genitori biologici o sulle loro origini, perché temono di ferire i propri genitori o temono che non ci si senta a proprio agio a parlare di questo. Al contrario, è importante cogliere ogni occasione per parlare dell’adozione: se vostro figlio è bravo in matematica potete dirgli “chissà se la donna che ti ha messo al mondo era brava come te nelle operazioni!”.

Questo discorso vale anche per i momenti di conflitto. Una delle paure più grandi per un genitore adottivo è sentirsi dire la frase “tu non sei la mia vera madre!”: questo risveglia nei genitori un profondo dolore, senso di smarrimento e di impotenza. Tuttavia, anche in questo caso può diventare una nuova opportunità per cementare il legame, chiedendo per esempio “pensi mai a cosa avrebbe fatto al mio posto la donna/l’uomo che ti ha messo al mondo?”. Questo mostra al proprio figlio che va bene parlare del dolore, della mancanza e degli aspetti più tristi legati all’adozione. Gli dà il messaggio che voi ci sarete, sempre, per lui.

4. Non dite continuamente quanto è stato fortunato vostro figlio ad essere stato adottato e non ripetetegli sempre quanto speciale sia

L’adozione è un incontro di cuori, la volontà di essere genitori che si unisce al desiderio di un bambino di trovare una famiglia al posto di quella che non ha potuto prendersi cura di lui.

Il rischio in questo caso è che il bambino pensi di meritare l’amore solo in virtù del suo essere speciale e non semplicemente perché è vostro figlio. Il messaggio da trasmettere è che lui può essere semplicemente se stesso, non necessariamente il più bravo (ad esempio a scuola o nello sport), il più gentile, il più educato. Voi lo amerete comunque.

5 SUGGERIMENTI, IDEE E STRATEGIE PER RIDURRE LO STRESS DELLE MAMME

Trovate l’articolo originale in lingua inglese a questo link

Novelle mamme, mamme casalinghe, mamme che lavorano, mamme single e mamme in generale hanno tutte una caratteristica in comune: sono stressate. Questo stress non solo ha un impatto sulla loro salute, ma anche sulle loro capacità genitoriali, oltre che sulla pazienza e sul desiderio di creare un legame con i propri figli.  Quando il cortisolo, l’ormone dello stress, viene rilasciato in alte dosi mette le mamme in una condizione di rischio sia per quanto riguarda la loro salute mentale che quella fisica.  Abbassare lo stress è la chiave per migliorare la vita in famiglia e essere certi che la mamma stia bene per molto tempo in avvenire.

1. CREATE DEI SISTEMI

Un po’ di organizzazione può aiutare molto per alleviare lo stress. Una cosa molto semplice che le mamme possono fare è preparare la sera prima le cose da fare per il giorno dopo. Se la mamma lavora, lei oppure il papà possono preparare i pasti la sera prima. I vestiti possono essere sistemati e pronti per il giorno dopo e anche la colazione può essere preparata in anticipo.

2. IMPARATE A DELEGARE

le mamme spesso tendono a pensare che devono fare tutto e che sono le uniche persone a saper portare a termine i compiti nel giusto modo. Identificate i compiti che sono prioritari, quelli che vanno assolutamente fatti e devono essere portati a termine dalla mamma; poi, delegate tutto il resto.   Ad esempio, il papà può preparare la colazione. I più piccoli ed i neonati non possono aiutare in casa, ma i bambini più grandi sicuramente possono. Date loro piccoli compiti e riducete lo stress delle mamme. Stabilite del tempo personale,un po’ di tempo per curare voi stesse. Può essere qualcosa di semplice, come un bagno serale o leggere un buon libro.   Fare esercizio, meditare e uscire con gli amici sono tutte cose importanti ed aiutano a portare equilibrio in una vita impegnata.

3. ABBANDONATE L’IDEA DI PERFEZIONE

Non esiste la mamma o il papà perfetto. Le case perfettamente pulite non esistono, così come I pasti perfetti. La qualità è nell’esperienza. Cercate di concentrarvi meno sui dettagli e maggiormente sull’esperienza. Lasciate in disordine la cucina e divertitevi a giocare ad un gioco la sera insieme alla vostra famiglia. Lasciate perdere il bucato per un giorno e andate a fare una passeggiata con i vostri bambini.

4. RISPETTATE LE VOSTRE DECISIONI E QUELLE DEGLI ALTRI

Le mamme sono spesso abbastanza severe tra loro rispetto al proprio modo di essere genitori ed alle scelte lavorative. Amate le scelte che avete fatto e rispettate che altre mamme hanno il diritto di prendere le loro decisioni. Abbandonate i sensi di colpa e abbracciate la vostra vita

 5. TROVATE UN SUPPORTO

Le mamme che si sentono supportate sia dentro che fuori casa sono molto più felici e molto più in grado di gestire lo stress. Il sostegno può essere trovato attraverso organizzazioni della comunità, gruppi sociali e all’interno della famiglia stessa. Anche se è impossibile eliminare lo stress dalla vita, piccoli passi per ridurlo possono fare una grande differenza.

INFOGRAFICA: LA LETTURA AI BAMBINI IN ETA’ PRESCOLARE

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RIFLESSIONI A PARTIRE DAL FILM “FORREST GUMP”

Oggi inizia la nuova rubrica “PSY-ARTE” e ho deciso di inaugurare questo nuovo spazio parlando di un film che mi è rimasto nel cuore per il suo bellissimo messaggio e per l’intensa interpretazione e caratterizzazione che i bravissimi attori hanno saputo dare ai propri personaggi.

Sto parlando di Forrest Gump, opera cinematografica diretta da Robert Zemekis e interpretato da Tom Hanks, uscito nelle sale nel 1994.

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