Buoni Propositi #2

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Ogni emozione, anche la più spiacevole, di per sé non è negativa. Le emozioni sono stati d’animo funzionali, che ci aiutano a gestire le diverse situazioni in cui ci capita di imbatterci nel corso della vita.

Non esistono emozioni o pensieri “sbagliati”, bensì emozioni e pensieri che sono più utili ad affrontare meglio una determinata situazione.

Possiamo decidere di nascondere ed ignorare le emozioni spiacevoli, facendo un po’ come la polvere che si mette sotto il tappeto o come le cianfrusaglie stipate negli armadi: solo che prima o poi la polvere diventerà troppa da accumulare e i sentimenti negativi strariperanno dal nostro “armadio interiore”. Sarà allora difficile arginare il fiume in piena di sentimenti che verranno a galla; molto meglio riconoscere e validare le nostre emozioni, anche quelle che ci causano dolore.

Validare le emozioni che si provano non vuol dire accettarle passivamente, ma semplicemente darsi il permesso di sentirsi in un certo modo, osservando se stessi con una mente aperta e non giudicante.

  • Questa settimana prova a ….: tenere traccia su un quaderno dei tuoi pensieri e di ciò che provi. Studi scientifici hanno dimostrato la validità del tenere un diario nella regolazione delle proprie emozioni. Scrivere dà la possibilità di osservare dall’esterno quello che accade, permettendoci di avere una sorta di “terzo occhio neutrale” in grado di osservare con maggiore senso critico gli avvenimenti che ci colpiscono e le sensazioni provate.

#1 Pillola di psy

BLUE MONDAY COME SCONFIGGERE TRISTEZZA (15 gen)

Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare

Con l’avvento delle festività natalizie, stanca per l’anno appena trascorso, confesso che desideravo solo riposarmi e trascorrere piacevoli giornate in casa, vicino al fuoco del camino e con una bella tazza di thè fumante tra le mani. Poco prima di Natale, però, ho deciso di combattere la mia proverbiale pigrizia ed uscire per andare al cinema. Avete presente quando tutti i tuoi amici ti chiamano e cominciano a dirti “…ehi, quel film è davvero stupendo, devi proprio vederlo!” “dai, non ci credo che ancora non ci sei andata!” o ancora “guarda, sul serio ne vale la pena…poi mi dici…”

Insomma, alla fine ho ceduto e visto che uno dei buoni propositi per il 2018 è proprio quello di andare più spesso al cinema ho accettato di vedere quello che molti mi hanno descritto come “…un vero e proprio capolavoro”.

Di quale film sto parlando? Cliccando qui potrete vedere la locandina (e sono sicura che la maggior parte di voi già lo conosce!)

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SCOPRIAMO LE EMOZIONI: LA PAURA

un saluto a tutti i lettori di GenitoriFelici! Eccoci arrivati all’ultimo appuntamento con i video dedicati alla scoperta delle emozioni primarie: oggi, visto che è da poco passato Halloween, parliamo della PAURAAAA

Buona visione!

SCOPRIAMO LE EMOZIONI: IL DISGUSTO

eccoci arrivati ad un nuovo video, questa volta dedicato all’emozione del DISGUSTO.

Buona visione!

SCOPRIAMO LE EMOZIONI: LA TRISTEZZA

buongiorno a tutti e ben ritrovati sul blog genitorifelici. Continuiamo il nostro percorso alla scoperta delle emozioni con il video dedicato alla tristezza.

SCOPRIAMO LE EMOZIONI: LA RABBIA

Il secondo video sulle emozioni: esploriamo la RABBIA e le sue caratteristiche.

SCOPRIAMO LE EMOZIONI: LA GIOIA

Una serie di divertenti video per capire meglio le emozioni primarie: oggi cominciamo con la GIOIA.

Potrete trovare questo e altri contributi anche sul canale youtube di GenitoriFelici.  Mi farebbe piacere se mi faceste sapere le vostre impressioni nei commenti qui sotto (oppure sulla pagina FB), in modo da capire se questa modalità video vi piace e in caso continuare con le pubblicazioni. Commenti e anche critiche, purchè costruttive, possono aiutarmi a costruire un blog sempre più calibrato sulle esigenze dei miei lettori.

Buona visione!

PILLOLA DI PSY: L’INSERIMENTO ALL’ASILO

pillola di psy 11 settembre 2017

INSIDE OUT: spiegare la mente a grandi e piccini

Si lo ammetto…ormai sono passati un po’ di anni ma era da tempo che volevo scrivere una mia personale recensione del bellissimo film di animazione della Pixar “Inside Out”. Come molti sapranno questo cartone, uscito nelle sale italiane nel 2015, mette al centro della storia le emozioni di una giovane adolescente.

“Inside out” racconta, infatti, la vicenda di Riley, una bambina di 11 anni che dal Minnesota si trasferisce a San Francisco con la sua famiglia. Ciò che rende così innovativa e geniale questa pellicola è il fatto che la narrazione si svolge a partire da ciò che avviene “dentro la testa” di Riley, fornendoci così uno spaccato molto chiaro di come funziona la mente umana. Il film è perlopiù ambientato nel cervello della bambina, dove 5 emozioni (Gioia, Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza) si avvicendano intorno ad una consolle di comando, dalla quale orientano i pensieri, le azioni ed i ricordi di Riley. Così la gioia diventa una ragazza gialla come il sole, sempre allegra ed ottimista, la tristezza è una cicciottella con la pelle e i capelli blu, perennemente imbronciata e la rabbia è un tipetto rosso tutto pepe, che prende fuoco per un nonnulla. Completano il quadro il disgusto, raffigurato da una signorina verde, snob e che critica tutto e tutti ed un signorotto allampanato e sempre terrorizzato, la paura appunto.

Dietro ai personaggi descritti ci sono studi approfonditi: per delinearne al meglio ogni sfaccettatura la Disney Pixar si è appoggiata alle ricerche di un centro di psicologia e neuroscienze dell’università di Berkeley. Gli studiosi hanno guidato gli sceneggiatori per dare risposta a domande del tipo: che ruolo hanno le emozioni nella coscienza e nella memoria degli individui? Come reagisce emotivamente una preadolescente di fronte ad un cambiamento? Come cambia la vita emotiva di una ragazzina di 12 anni rispetto a quando era piccola?

Lungo tutto il film, leader indiscusso del gruppo è Gioia che ha accompagnato Riley lungo tutte le tappe della sua crescita. Il film farà vedere, invece, come l’elemento fondamentale della crescita sia anche la presenza di Tristezza e quanto sia importante riconoscerne l’esistenza ed apprezzarla. In realtà, infatti, il tema principale del film è la perdita e l’ allontamento (dai vecchi amici, dalla casa e dai ricordi di un tempo, dall’infanzia).  Crescendo, si fa strada sempre più in Riley il sentimento della tristezza (l’adolescenza è per definizione l’età dell’inquietudine e dell’incertezza), che arriva ad influenzare anche i suoi ricordi passati. Tutto questo aiuta la ragazzina a riconoscersi come individuo che sta cambiando, permettendole di costruire piano piano la sua identità. In un certo senso, Inside out regala un nuovo valore a questa emozione, che cessa di essere vista come l’emblema della passività e diventa fonte di energia per rispondere al dolore della perdita.

Le emozioni, infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono fonte di confusione e sconvolgimento (e quindi da nascondere o evitare), ma aiutano piuttosto ciascuno di noi nella formazione di un senso morale, guidandoci nel capire ciò che è giusto e ciò che non lo è, oltre a permetterci di formulare una personale visione del mondo che ci circonda.

La rabbia, ad esempio, ci permette di reagire alle ingiustizie e “scaldarci” così da lottare per ciò in cui crediamo.  Inoltre esse danno struttura alle nostre relazioni sociali, ai legami con le figure di riferimento (genitori ed amici).

Il film alterna momenti di puro divertimento, (ad esempio i siparietti creati dai diversi pensieri nella testa dei diversi componenti della famiglia durante la cena insieme) a scene più serie che possono darci importanti spunti di riflessione.                                   Credo che il momento più toccante del film sia quando Gioia capisce l’importanza di Tristezza e le permette di accedere alla consolle. Riley riesce finalmente a piangere ed ammettere ai suoi genitori che le mancano gli amici e la casa del Minnesota, togliendosi la maschera di bambina sempre felice e gioiosa. Bellissima è anche la sintonizzazione emotiva dei genitori di Riley, che capiscono la sua tristezza e la accolgono, permettendo ai ricordi di unirsi. Le due emozioni creeranno nuovi ricordi insieme: gioia e tristezza daranno luogo alla nostalgia e Riley porterà i ricordi felici nel suo cuore.

Ritengo che un grande merito di “Inside out” sia stato quello di essere riuscito a spiegare la complessità della mente umana in modo semplice e divertente: memoria a breve e lungo termine prendono così la forma di  tubature che portano ad “archivi di memoria” pieni di palline colorate, i ricordi diventano isole magiche e ci sono veri e propri set cinematografici con tanto di attori per raccontare la formazione dei sogni.

“Inside out” è un piccolo gioiello di animazione e a tratti un compendio di psicologia: memorabile resta la scena di un disperato Bing Bong (l’amico immaginario di Riley bambina), inconsolabile per la perdita del suo carretto magico. Gioia cerca in tutti i modi di tirargli su il morale, ma sarà Tristezza, con la sua capacità di sintonizzarsi sul dolore emotivo altrui (ciò che chiamiamo empatia) a permettere a Bing Bong di elaborare il suo dispiacere, per poi asciugare le lacrime e dire “mi sento meglio…ora”.