COSA FARE SE…SI METTE IL DITO IN BOCCA

Simone, 10 anni, è un bambino socievole e simpatico. Va molto bene a scuola, ha tanti amici ed i genitori lo descrivono come ubbidiente e tranquillo. E’ da poco diventato fratello maggiore di Stefania e sembra aver preso questo incarico con molta responsabilità. Adora la sorellina e la coccola in continuazione. Tutto perfetto…se non per un problema che Simone non ha mai superato: sin da piccolo, infatti, ha il vizio di mettersi il pollice in bocca.  Compie questo gesto soprattutto quando è stanco, la sera sul divano mentre guarda la tv, quando è malato o particolarmente nervoso o arrabbiato. Ormai è grande e i genitori non sanno più che fare per far perdere a Simone questa brutta abitudine: “Le abbiamo provate proprio tutte!” mi dicono “lo abbiamo fatto ragionare, gli abbiamo spiegato con calma che ormai non è più un bambino piccolo, lui diceva di sì ma poi lo rifaceva. Allora ci siamo arrabbiati, lo abbiamo sgridato e qualche volta lo abbiamo minacciato di dargli qualche punizione, ma il risultato è stato che scoppiava a piangere disperato e non toglieva più il dito dalla bocca. Gli abbiamo detto di guardare gli altri bambini, che loro alla sua età non avevano bisogno del dito in bocca e a quel punto si è arrabbiato ed è scappato in camera sua…non sappiamo più come fare!!”.

LA PREOCCUPAZIONE:

Perché alcuni bambini hanno delle cattive abitudini che non riescono ad eliminare? Quando è giusto interrompere questi vizi e qual è il modo migliore per riuscirci? Cosa nasconde il bisogno di tenere il dito in bocca per un bambino come Simone?

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…VOGLIO ESSERE TUO AMICO…

Buongiorno a tutti. Questo mese è stato ricco di impegni e nuovi progetti e purtroppo ho potuto aggiornare con minore frequenza questo blog. Per farmi perdonare, ecco un nuovo articolo che parla dell’amicizia tra bambini e, in via del tutto eccezionale, una piccola sorpresa per voi.

Stasera, a partire dalle 21 troverete un nuovo contributo…non un articolo questa volta, ma qualcosa di speciale e personale. Di cosa si tratta? Non ve lo dico…sennò che sorpresa sarebbe? Buona lettura per ora e…vi aspetto stasera!

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COSA FARE SE…. NON SI VUOLE VESTIRE

Elena, 7 anni, al mattino è la disperazione di mamma Silvia. Suona la sveglia, le cose da fare sono tantissime e la campanella di scuola trilla alle 8.00. Ora sono le 7.00 e Elena è ancora lì, impalata sul letto in pigiama che si guarda intorno beata e tranquilla. I vestiti sono lì accanto e visto che lei ormai è una signorina ripete “Mamma mi vesto da sola!”. Silvia non può avvicinarsi, peccato che la piccola Elena sia estenuante nella sua lentezza…senza contare i continui capricci sul vestito da indossare, sul fatto che le sue preferenze non coincidano mai (chissà perché?!) con quelle della mamma o non siano per niente adeguate alle condizioni metereologiche (“no Elena, non si mette la maglietta a maniche corte a dicembre!!”). Silvia è esausta già di prima mattina e non sa più come prendere la sua “bambina terribile”

LA PREOCCUPAZIONE:

Perché i bambini fanno tante storie per vestirsi? Cosa c’è dietro i continui “boicottaggi” ai genitori e ai capricci mattutini? Come arginare questi comportamenti disfunzionali?

COME REAGIRE:

il vestirsi, così come il momento della colazione o il lavarsi, costituisce un momento di passaggio prima dell’uscita di casa e dell’abbandono dell’ambiente familiare. Continua a leggere “COSA FARE SE…. NON SI VUOLE VESTIRE”