COMING SOON: WORKSHOP SU MAPPE MENTALI E INCONTRO SUI DSA

Buongiorno a tutti! Questo è un periodo davvero ricco di occasioni e di nuove esperienze per me e mi scuso se non sono riuscita ad aggiornare molto spesso il blog.

Sono entusiasta di informarvi di una nuova e proficua collaborazione iniziata con una talentuosa collega, Dott.ssa Noemi Gambino, che mi ha invitata a partecipare con la sua Associazione nell’organizzazione e realizzazione di una serie di eventi a carattere psicologico.

In occasione della settimana dei diritti dell’infanzia, dal 20 al 25 novembre 2017 presso la sede dell’Associazione Teatrando (Garbagnate Milanese) si svolgeranno una serie di conferenze, workshop e laboratori gratuiti.

In particolare, nella giornata di GIOVEDI’ 23 NOVEMBRE terrò due workshop, uno dedicato all’utilizzo delle mappe mentali (h. 17:30 – 18:30) ed un’altro sulla tematica dei Disturbi Specifici di Apprendimento (h. 18:30 – 19:30).

Non vi nascondo la mia emozione, spero davvero che la partecipazione sia numerosa e che possa essere un proficuo momento di scambio e di incontro.

Ecco le locandine dei due eventi, con orari e riferimenti. Vi ricordo che è necessario prenotare la propria partecipazione telefonando all’associazione al numero 02.38245400.

locandina IMPARA CON LE MAPPE.png

 

EVENTO DSA 1

PILLOLA DI PSY: L’INSERIMENTO ALL’ASILO

pillola di psy 11 settembre 2017

buongiorno a tutti i miei lettori!

In questo ultimo mese sono stata un pò latitante: motivi personali non mi hanno permesso di aggiornare costantemente il blog e pubblicare nuovi contenuti. Vi chiedo scusa e visto che ormai le vacanze sono alle porte colgo l’occasione per fermarmi e sistemare alcune cose in modo da tornare poi a settembre più carica che mai, con articoli, spunti e riflessioni con cui riempire questo blog dedicato al mondo dell’infanzia e dei genitori.

Auguro a tutti voi, quindi, di trascorrere bellissime vacanze, piene di riposo, gioia e nuove scoperte in compagnia delle persone a voi care.

in quanto a noi, ci ri-leggiamo a settembre!!!!

Vi aspetto!!!

L’AUTISMO E I CRITERI PER STABILIRLO

“Era così carina: occhi color nocciola con lunghe ciglia arricciate e sopracciglia finemente sottili, riccioli biondo chiaro e una dolce espressione sognante; speravo che alla fine tutto sarebbe andato bene e che fosse solo partita un po’ lentamente.”.

Questo brano, tratto da una lettera di una madre, indica il primo dei molti enigmi del disturbo denominato “Autismo infantile”. La cosa più sorprendente è la tipica immagine del bambino autistico. Bambini affetti da altri seri disturbi appaiono handicappati, mentre al contrario in molti casi l’autistico colpisce chi lo osserva per la sua bellezza incantevole, un po’ da altro mondo. Si tratta infatti solitamente di soggetti con una fisionomia normale, che fa supporre un’intelligenza adeguata; non evidenziano apparenti patologie fisiche e, in genere, godono di un’ottima salute. È difficile immaginare che dietro quell’immagine da bambola si celi un disturbo sottile ma devastante, crudele tanto per il bambino quanto per la sua famiglia. Continua a leggere “L’AUTISMO E I CRITERI PER STABILIRLO”

buongiorno a tutti i miei lettori. Per tutta la settimana non riuscirò ad aggiornare il blog. Mi prendo una breve vacanza, ma vi aspetto con nuovi contenuti ed interessanti articoli nel mese di maggio. Buona giornata a tutti voi!

MALATTIA MENTALE, ANORMALITA’ E NORMALITA’

Buongiorno a tutti i lettori del blog. Oggi vi propongo un articolo che ho scritto un pò di tempo fa, ma che ritengo essere sempre attuale. Per una volta allarghiamo il campo di riflessione e non parliamo solo di genitorialità o infanzia, affrontando il difficile tema della malattia mentale.

Se consideriamo la natura umana nel suo manifestarsi immediato, percepiamo come accettabile tutto ciò che siamo in grado di spiegare razionalmente ed tendiamo ad allontanare quanto ci appare diverso, incomprensibile, addirittura misterioso. Viene stabilito, dunque, un indice di normalità, a cui ciascuno deve conformarsi e dal quale si è fatta derivare, fin dall’inizio della storia dell’umanità, una classificazione delle diverse manifestazioni che se ne discostano, allo scopo di trovare i mezzi più adatti per curare tutto ciò che si è voluto definire come malattia mentale. Ci si è serviti di diversi termini (Delirio, follia, pazzia, insensatezza, psicosi, malattia mentale…), tutti accumunati dall’indicare un’unica condizione patologica in cui la ragione sembra perdere ogni autorità, a vantaggio dell’irrazionale e dell’assurdo. L’analisi etimologica stessa del termine delirio rimanda al “de-lirare”, ossia l’uscire dalla lira, dal seminato, ovvero da ciò che è logico e razionale.

Oggi, a seguito di accurati studi della neurologia, delle neuroscienze e di discipline quali psichiatria e psicofarmacologia, psicologia e psicoanalisi, l’uomo dispone di una versione più attendibile della malattia mentale rispetto alle confuse rappresentazioni sociali della follia che si sono succedute nel corso dei secoli. La letteratura mostra come la malattia mentale esista in quanto fatto oggettivo (di ordine biologico e medico-clinico e/o di ordine psichiatrico-psicologico), e questo è un fatto innegabile. Tuttavia accanto ad essa si trova, purtroppo ancora troppo spesso, anche il “pregiudizio”, ovvero un giudizio anticipato e connotato negativamente.

Pertanto la malattia mentale diventa anche un fatto soggettivo, che colpisce il singolo individuo portatore di patologia, accompagnandosi a sintomi e sofferenze spesso invalidanti.

La percezione ed interpretazione da parte della collettività rispetto all’individuo portatore di malattia mentale sembra rivestire una fondamentale importanza, fatto questo confermato dagli studi che confermano quanto sia rilevante l’atteggiamento dei soggetti sani nei confronti dell’individuo malato. Egli, portatore di un disagio, deve spesso sommare al suo dolore di base quello derivante dall’inconscia paura che gli altri provano nei suoi confronti e che si manifesta sotto forma di una comunicazione non verbale fatta di occhiate, evitamenti fisici, smorfie e rifiuti più o meno espliciti. Il passaggio successivo, ancora più grave e pericolosamente vicino, è il passare dal pensiero all’azione vera e propria, attraverso atteggiamenti di stigmatizzazione, emarginazione, punizione o isolamento.

Si tratta di meccanismi di difesa messi in atto dal soggetto sano allo scopo di tutelarsi dall’angoscia della malattia, ma che hanno pesanti risvolti sui soggetti in realtà più deboli e bisognosi di aiuto.

Bodei ribalta la concezione di delirio partendo dal presupposto che ogni mente, anche la più malata, cerca al suo interno una organizzazione logica, da cui possiamo intendere che la mente del soggetto malato non è mai priva di contenuti; semplicemente ha in sé significati non comprensibili dal soggetto cosiddetto normale e segue schemi aventi una propria logica, pur se distorta. Tale ipotesi può però essere accettata solo aprendo la propria mente alla possibilità che anche nel caos della mente delirante esista una piccola isola di autenticità. Se ci poniamo la domanda “che cos’è la diversità? Che cosa stabilisce l’essere deviante dalla norma?” non sembra possibile trovare una facile risposta. Per comprendere veramente il significato di malattia mentale ritengo sia utile partire dal concetto di relatività. Infatti, tutto ciò che accade nel mondo, gli atteggiamenti, i giudizi su ciò che ci circonda e sulle persone sono soggetti ad interpretazione e come tali estremamente relativi. Inoltre, quasi tutto dipende da chi giudica (e non da chi viene giudicato). Lo stesso concetto di normalità o anormalità non è universale, varia da cultura a cultura e muta di significato nel corso del tempo. Scorrendo la letteratura ci possiamo rendere conto di come molte esperienze umane considerate prive di senso in determinate società o epoche storiche, siano poi state al contrario accettate come logiche e naturali presso popolazioni o periodi differenti, subendo continue e ripetute trasformazioni Troppo spesso la persona comune e sana sembra eccessivamente legata al suo buon senso ed alla sua ragione. Questo rischia di portare al rifugiarsi in pseudo certezze che da un lato hanno la funzione di rassicurare, ma dall’altro portano al rischio di fare chiudere l’individuo in una sterile e ristretta visione delle cose e del mondo. Accettare il ragionamento del malato mentale come portatore di un valore in sé implica che la società dei sani si metta in discussione, accogliendo l’esistenza di idee e di comportamenti che sfuggono alla ragione della gente comune e lavorando insieme per trovare nuove strategie per permettere una sempre maggiore integrazione nella società della persona, pur se malata, restituendole la giusta dignità e riconoscendola semplicemente in quanto individuo.

 

buonasera a tutti i miei lettori!

Scrivo questa breve nota per aggiornarvi su una novità: ho deciso di riproporre sul blog i contenuti video che avevo creato quando ancora questo spazio aveva un nome diverso…ovvero “PsicoSemplice”…facciamo un tuffo nel passato (o, per i nuovi iscritti, godiamoci nuovi contenuti video) aprendo una nuova rubrica chiamata “RIFLESSIONI PER L’ANIMA“.

Ogni lunedì, a inizio settimana e la mattina presto, una riflessione a partire da una frase celebre per cominciare con il piede giusto e darvi il mio personale buongiorno. I primi 5 video saranno quelli già disponibili sul vecchio blog e sul canale youtube, ma a breve nuove riflessioni e nuove animazioni andranno ad arricchire il palinsesto on line.

Sarei davvero molto felice se mi faceste sapere le vostre impressioni, suggerimenti o idee su questa nuova ribrica o attraverso la pagina facebook oppure scrivendo un commento direttamente negli spazi qui sotto. Ogni riscontro è per me fonte di arricchimento e mi permette di calibrare i contenuti sulle vostre esigenze ed interessi più grandi. Vi auguro una splendida serata e ci risentiamo domani con la prima “riflessione per l’anima”!

Alcune novità…

Buongiorno a tutti i miei lettori!

Come avrete notato, la scorsa settimana non sono riuscita ad aggiornare il blog con i consueti articoli del lunedì e del giovedì. Ho però una motivazione importante: sono stata infatti impegnata per una settimana intensiva avendo iniziato una scuola di specializzazione in Psicoterapia. Credo fortemente nel mio lavoro e nell’importanza di una costante formazione, nell’ottica del miglioramento continuo e dell’aquisizione di competenze che mi permettano di aiutare e comprendere sempre meglio i bisogni delle famiglie e dei pazienti che mi richiedono una consulenza. Sono stata davvero molto presa e purtroppo non ho avuto il tempo materiale per poter scrivere: per farmi perdonare oggi vi propongo due articoli al prezzo di uno! il primo contributo è un’infografica sul bullismo mentre il secondo articolo inaugura una novità del sito. Sono da sempre appassionata di cinema,televisione, musica e ho pensato di creare uno spazio in questo blog per tutti i genitori e i lettori che condividono queste mie passioni. Oggi nasce sul blog genitorifelici PSY-ARTE, uno spazio in cui riflettere sui significati psicologici a partire da film, testi di canzoni, serie televisive e arte in genere.

per inaugurare questa new – entry ecco allora l’articolo dedicato ad un film che amo profondamente e che ritengo essere uno tra i più belli mai proposti al cinema. Di cosa sto parlando? Beh…non voglio rovinarvi la sorpresa quindi…perchè non cliccate su questo link?

Spero che questo nuovo spazio possa interessarvi, aspetto commenti e riscontri e magari anche suggerimenti sui titoli di cui parlare. Buona lettura e vi aspetto giovedì con un nuovo articolo!

I 10 FALSI MITI SULLE EMOZIONI

 

L’essere umano è, per sua natura, un soggetto emotivo. Le emozioni permeano la nostra vita e ci influenzano in ogni momento. Imparare a riconoscerle ed accettarle è il primo passo per poter vivere una vita piena e felice, poichè sono le emozioni ad aver permesso di fatto la sopravvivenza della nostra specie.

Nella mentalità comune vi sono diverse opinioni associate al tema delle emozioni, ma alcune sono profondamente errate.  Vediamo insieme 10 miti da sfatare su questo argomento: Continua a leggere “I 10 FALSI MITI SULLE EMOZIONI”

A tutti i miei lettori…

Innanzitutto, un saluto a tutti voi che seguite le pagine di Genitorifelici.com.

In quest’ultimo periodo , come avrete notato, non mi sono potuta dedicare come avrei voluto a questo blog…impegni lavorativi, motivi familiari e personali mi hanno costretta a mettere in pausa questo progetto e non mi hanno permesso di scrivere e pubblicare nuovi contenuti.

In questi giorni di pranzi e feste, di bilanci e riflessioni mi sono trovata a pensare a quanto sia diventato importante per me questo blog, a quante soddisfazioni mi abbia portato e mi sono detta che è ora di riprendere in mano le mie due grandi passioni: lo scrivere e la psicologia.  Raccontare e riflettere sul meraviglioso mondo dei bambini, sul difficile mestiere di genitori, sulle dinamiche familiari è la spinta propulsiva di questo blog e anche se il motore si è leggermente affievolito, ora è decisamente pronto a rimettersi in moto.

E così… lascio questo 2016 per certi versi impegnativo e difficile, che mi ha comunque insegnato tanto, e mi appresto a dare il benvenuto al nuovo anno piena di entusiasmo e speranza verso il futuro.

Si riparte nel 2017 con nuovi articoli ed un calendario di pubblicazione ben definito: 2 contributi a settimana, il lunedì’ ed il giovedì, tante infografiche e pillole di psicologia. Al più presto cercherò di attivare e arricchire di nuovi contenuti anche il canale YouTube di Genitorifelici.

Spero di ritrovarvi numerosi per riprendere il cammino insieme, aspetto come sempre vostri riscontri, suggerimenti o commenti e (perché no?) anche critiche (solo grazie ai consigli si può sempre migliorare).

Io riprendo il viaggio su genitorifelici.com…che dite? venite con me?

Dal profondo del cuore, auguri per un bellissimo anno nuovo.

                                                                                                                                            Paola