Buoni Propositi #3

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E’ importante riuscire a perdonare se stessi per un errore fatto e pensare che quella esperienza ci ha condotto dove siamo ora e alle persona che siamo diventati.

Tutti facciamo degli errori, la cosa importante è saperli riconoscere e far si che possano insegnarci qualcosa da cui ripartire per migliorare.

Siamo costantemente bombardati da ideali di prestazione, bellezza e perfezione, tutte caratteristiche che purtroppo si scontrano con la dura realtà della vita quotidiana: non tutti siamo perfetti, sempre felici e simpatici, in forma e sensibili. La vita quotidiana è fatta di inciampi, cadute, errori e fragilità.

Come ha detto Jim Morrison Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi”.

  • Questa settimana prova a ….: prendi un foglio e scrivi un elenco degli errori fatti, annotando perché hai fatto o non fatto una certa scelta e quali sono stati i pensieri e le speranze che ti hanno portato ad agire in quel modo. Alla fine, scrivi quello che puoi fare per rimediare a quell’errore e se ti accorgi di poter agire in qualche modo…beh, allora agisci, subito! Se invece si tratta di uno sbaglio irreparabile cerca almeno di imparare dall’esperienza, così da non ripeterlo in futuro.

 

Buoni Propositi #2

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Ogni emozione, anche la più spiacevole, di per sé non è negativa. Le emozioni sono stati d’animo funzionali, che ci aiutano a gestire le diverse situazioni in cui ci capita di imbatterci nel corso della vita.

Non esistono emozioni o pensieri “sbagliati”, bensì emozioni e pensieri che sono più utili ad affrontare meglio una determinata situazione.

Possiamo decidere di nascondere ed ignorare le emozioni spiacevoli, facendo un po’ come la polvere che si mette sotto il tappeto o come le cianfrusaglie stipate negli armadi: solo che prima o poi la polvere diventerà troppa da accumulare e i sentimenti negativi strariperanno dal nostro “armadio interiore”. Sarà allora difficile arginare il fiume in piena di sentimenti che verranno a galla; molto meglio riconoscere e validare le nostre emozioni, anche quelle che ci causano dolore.

Validare le emozioni che si provano non vuol dire accettarle passivamente, ma semplicemente darsi il permesso di sentirsi in un certo modo, osservando se stessi con una mente aperta e non giudicante.

  • Questa settimana prova a ….: tenere traccia su un quaderno dei tuoi pensieri e di ciò che provi. Studi scientifici hanno dimostrato la validità del tenere un diario nella regolazione delle proprie emozioni. Scrivere dà la possibilità di osservare dall’esterno quello che accade, permettendoci di avere una sorta di “terzo occhio neutrale” in grado di osservare con maggiore senso critico gli avvenimenti che ci colpiscono e le sensazioni provate.

#4 Aforismi e frasi

Salve a tutti!  Pronti per l’appuntamento di domani con il secondo buon proposito del 2018? Siete riusciti a portare a termine il compito di questa prima settimana? Avete fatto fatica o vi è sembrato facile? In attesa di scoprire di cosa parleremo domani, vi auguro una buona conclusione del vostro sabato con questa frase, che amo particolarmente (perchè il movimento è… vita!)

 MOVIMENTO

 

 

Buoni propositi 2018 #1

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Spesso abbiamo un terribile bisogno dell’approvazione e dell’amore degli altri e ci convinciamo che soltanto sentendoci accettati saremo felici.

In realtà amare se stessi è il requisito indispensabile per poter avere un buon rapporto con il mondo che ci circonda ed assorbire tutto l’amore che gli altri vogliono trasmetterci.

Pensateci bene: se doveste consigliare ad un amico di frequentare qualcuno lo presentereste così? “Oh..sì, sai …è molto simpatico ma anche tremendamente insicuro, ultimamente non ne fa una giusta e poi non è affascinante (…bello, ricco, simpatico….aggiungete voi…). Se vi fermate a riflettere, vi accorgerete che troppo spesso è proprio così che ci presentiamo agli altri, dando una visione di noi che tende ad ingigantire i difetti ed a minimizzare i pregi.

Ma come possiamo credere di essere amati e rispettati se proprio noi non regaliamo amore e stima a noi stessi?

QUESTA SETTIMANA PROVA A…

Ogni mattina, davanti allo specchio, regalati un complimento a voce alta, sorridi a te stessa/o e sii grata/o per tutto ciò che hai conquistato finora.

vi aspetto domani per una sorpresa…

intro 10 propositiBuongiorno a tutti e buon weekend!

Come è andata questa settimana? La mia è stata, come al solito, ricca di impegni e cose da fare. Alcuni giorni fa, visitando l’interessante sito Emergenza Borderline della mia amica Federica mi sono imbattuta in alcuni colorati propositi che aveva pubblicato in occasione del nuovo anno. Ho pensato, allora, di integrare a quelle frasi alcuni personali spunti di riflessione per affrontare il 2018 nel migliore dei modi.

In questa vita frenetica è importante a volte fermarsi ad ascoltare noi stessi, i nostri bisogni, le nostre autentiche passioni, rallentando e concedendoci del tempo per riflettere o, semplicemente, riposare mente e corpo.

La tematica della crescita personale mi sta particolarmente a cuore, io stessa sono costantemente alla ricerca e sperimento su me stessa tecniche e strategie diverse per sentirmi bene con me stessa. Forse non ho ancora trovato “la mia dimensione”, ma l’importante è cercare sempre i modi migliori per sentirsi soddisfatti di noi stessi, giusto?

Quindi…10 buoni propositi per 10 settimane, pubblicati ogni domenica mattina: ciascun proposito vi accompagnerà per tutta la settimana, anche attraverso una “parte pratica” che potrà permettervi di sperimentare nella vostra vita quotidiana un modo alternativo di assaporare la giornata.

Partiamo domani con il primo proposito…ci sarete? Spero di trovarvi in questo nuovo viaggio insieme!

 

PILLOLA DI PSY: PROVARE SENZA ARRENDERSI

PROVARE SENZA ARRENDERSILA RESILIENZA – prima parte-

5 SUGGERIMENTI, IDEE E STRATEGIE PER RIDURRE LO STRESS DELLE MAMME

Trovate l’articolo originale in lingua inglese a questo link

Novelle mamme, mamme casalinghe, mamme che lavorano, mamme single e mamme in generale hanno tutte una caratteristica in comune: sono stressate. Questo stress non solo ha un impatto sulla loro salute, ma anche sulle loro capacità genitoriali, oltre che sulla pazienza e sul desiderio di creare un legame con i propri figli.  Quando il cortisolo, l’ormone dello stress, viene rilasciato in alte dosi mette le mamme in una condizione di rischio sia per quanto riguarda la loro salute mentale che quella fisica.  Abbassare lo stress è la chiave per migliorare la vita in famiglia e essere certi che la mamma stia bene per molto tempo in avvenire.

1. CREATE DEI SISTEMI

Un po’ di organizzazione può aiutare molto per alleviare lo stress. Una cosa molto semplice che le mamme possono fare è preparare la sera prima le cose da fare per il giorno dopo. Se la mamma lavora, lei oppure il papà possono preparare i pasti la sera prima. I vestiti possono essere sistemati e pronti per il giorno dopo e anche la colazione può essere preparata in anticipo.

2. IMPARATE A DELEGARE

le mamme spesso tendono a pensare che devono fare tutto e che sono le uniche persone a saper portare a termine i compiti nel giusto modo. Identificate i compiti che sono prioritari, quelli che vanno assolutamente fatti e devono essere portati a termine dalla mamma; poi, delegate tutto il resto.   Ad esempio, il papà può preparare la colazione. I più piccoli ed i neonati non possono aiutare in casa, ma i bambini più grandi sicuramente possono. Date loro piccoli compiti e riducete lo stress delle mamme. Stabilite del tempo personale,un po’ di tempo per curare voi stesse. Può essere qualcosa di semplice, come un bagno serale o leggere un buon libro.   Fare esercizio, meditare e uscire con gli amici sono tutte cose importanti ed aiutano a portare equilibrio in una vita impegnata.

3. ABBANDONATE L’IDEA DI PERFEZIONE

Non esiste la mamma o il papà perfetto. Le case perfettamente pulite non esistono, così come I pasti perfetti. La qualità è nell’esperienza. Cercate di concentrarvi meno sui dettagli e maggiormente sull’esperienza. Lasciate in disordine la cucina e divertitevi a giocare ad un gioco la sera insieme alla vostra famiglia. Lasciate perdere il bucato per un giorno e andate a fare una passeggiata con i vostri bambini.

4. RISPETTATE LE VOSTRE DECISIONI E QUELLE DEGLI ALTRI

Le mamme sono spesso abbastanza severe tra loro rispetto al proprio modo di essere genitori ed alle scelte lavorative. Amate le scelte che avete fatto e rispettate che altre mamme hanno il diritto di prendere le loro decisioni. Abbandonate i sensi di colpa e abbracciate la vostra vita

 5. TROVATE UN SUPPORTO

Le mamme che si sentono supportate sia dentro che fuori casa sono molto più felici e molto più in grado di gestire lo stress. Il sostegno può essere trovato attraverso organizzazioni della comunità, gruppi sociali e all’interno della famiglia stessa. Anche se è impossibile eliminare lo stress dalla vita, piccoli passi per ridurlo possono fare una grande differenza.

PILLOLE DI PSICOLOGIA: RESILIENZA E LAVORO

Negli articoli delle scorse settimane abbiamo parlato della resilienza e della sua correlazione con il pensiero positivo e l’autostima. Oggi, in questa breve pillola, vorrei estendere il concetto di resilienza anche all’ambito lavorativo. Quanto detto negli articoli precedenti, infatti si può applicare anche al contesto di lavoro, contribuendo a migliorarne il clima (relazioni con colleghi, lavoro in team, leadeship…) ed i risultati (prestazioni, obiettivi raggiunti, definizione di un piano di azione…).

Cosa intendiamo esattamente con il termine “resilienza organizzativa”?

La resilienza organizzativa mira ad una gestione efficace delle situazioni avverse che si verificano nel lavoro, allo scopo di trasformarle in opportunità. Lo scopo principale consiste nell’imparare a sviluppare competenze organizzative:

 – di fronte ai cambiamenti (change management)

– Di fronte a diversi tipi di stressor (risk management)

La resilienza organizzativa può essere intesa partendo da due punti di vista: essa può essere intesa come CAPACITA’ DI RIMBALZO , ovvero come abilità a ritornare ad una situazione di omeostasi dopo eventi inattesi o stressor. In questo caso si pone l’enfasi sulle strategie di coping x recuperare i livelli di performance precedenti.

Una seconda accezione la vede come un’occasione per sviluppare nuove capacità nel team di lavoro e dar vita a nuove opportunità. Le sfide e i cambiamenti sono visti, allora, come mezzi per migliorare le prestazioni già esistenti.

ECCO ALCUNI SPUNTI X SVILUPPARE LA RESILIENZA ORGANIZZATIVA:

  • Informatevi sul vostro contesto lavorativo: prendere coscienza della propria realtà permette di essere più pronti ad anticipare eventuali problemi o riconoscere la direzione in cui muoversi;
  • Riflettete sui modi in cui sono stati superati i problemi e le avversità in passato (narrazione di storie di resilienza) e rendetene partecipi i vostri collaboratori;
  • Incoraggiate e premiate l’innovazione e il problem solving creativo: sostenete pensieri e idee non convenzionali e permettete a ciascun collaboratore di esprimere le proprie opinioni;
  • Mantenete un focus esterno. Di fronte a periodi di crisi è alto il rischio di chiudersi all’interno della propria organizzazione senza aprirsi al mondo e ad altre esperienze aziendali e lavorative. In un mercato caratterizzato da continue sfide e cambiamenti è invece indispensabile cercare un continuo confronto con le altre realtà che ci circondano.

 

LA RESILIENZA –seconda parte- PENSIERO POSITIVO ED AUTOSTIMA

 

Molteplici ricerche hanno dimostrato che Il nostro pensiero stimola:

  • Comportamenti
  • Azioni
  • Comunicazione con gli altri

Un sentimento di allegria e positività che si diffonde nell’ambiente che ci circonda è in grado di generare a sua volta dinamiche positive. Il pensiero della mente attrae pensieri simili nelle menti altrui: non solo…attrae anche situazioni positive!  Se quotidianamente ci facciamo prendere da pensieri negativi, se le nostre emozioni non sono in linea con i nostri desideri allora sarà difficile superare i problemi che ci troviamo ad affrontare. Se prevale la visione pessimistica, partiamo già sconfitti e non creiamo intorno a noi le condizioni per affrontare al meglio la difficoltà e superarla. Questo assunto è alla base della PSICOLOGIA POSITIVA. Continua a leggere “LA RESILIENZA –seconda parte- PENSIERO POSITIVO ED AUTOSTIMA”

CAUSE E CURE PER LA PROCRASTINAZIONE DEGLI STUDENTI

Buongiorno a tutti. Per questo articolo del giovedì ho pensato di proporvi la traduzione di un interessante riflessione sul tema della procrastinazione, scritta da Marie Hartwell –Walker e tratta dal sito americano PsychCentral (CLICCANDO QUI potrete trovare il link all’articolo originale).    La procrastinazione (ovvero la tendenza a rimandare i compiti importanti da fare, il famoso “lo farò domani!”) è un comportamento molto diffuso e trovo sia utile esaminarlo. Questa volta lo facciamo da un punto di vista leggermente differente, quello di una psicologa americana alle prese con la procrastinazione dei suoi studenti. Buona lettura!

Mi viene quasi da ridere. Pensando di scrivere un articolo sulla procrastinazione, se guardo me stessa sembro un classico caso. Stamattina mi sono alzata presto per scrivere. L’ho fatto davvero. Ma prima ho pensato che dovevo pagare le mie bollette mensili. Poi ho iniziato a cucinare ed ho pulito con una spugna il mobile della cucina. Una lunga telefonata con mia figlia è stata seguita dal buttare in lavatrice i panni sporchi e nel dare una lavata ad alcuni piatti lasciati “a mollo” nel lavandino dalla sera prima (sembra che mio figlio che aveva il compito di riordinare la cucina non lo abbia fatto. Grr). Penso che mi farò un altro caffè. Continua a leggere “CAUSE E CURE PER LA PROCRASTINAZIONE DEGLI STUDENTI”