Buoni Propositi #3

26168139_1842510246046820_2045256134813733275_n

E’ importante riuscire a perdonare se stessi per un errore fatto e pensare che quella esperienza ci ha condotto dove siamo ora e alle persona che siamo diventati.

Tutti facciamo degli errori, la cosa importante è saperli riconoscere e far si che possano insegnarci qualcosa da cui ripartire per migliorare.

Siamo costantemente bombardati da ideali di prestazione, bellezza e perfezione, tutte caratteristiche che purtroppo si scontrano con la dura realtà della vita quotidiana: non tutti siamo perfetti, sempre felici e simpatici, in forma e sensibili. La vita quotidiana è fatta di inciampi, cadute, errori e fragilità.

Come ha detto Jim Morrison Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi”.

  • Questa settimana prova a ….: prendi un foglio e scrivi un elenco degli errori fatti, annotando perché hai fatto o non fatto una certa scelta e quali sono stati i pensieri e le speranze che ti hanno portato ad agire in quel modo. Alla fine, scrivi quello che puoi fare per rimediare a quell’errore e se ti accorgi di poter agire in qualche modo…beh, allora agisci, subito! Se invece si tratta di uno sbaglio irreparabile cerca almeno di imparare dall’esperienza, così da non ripeterlo in futuro.

 

Buoni Propositi #2

26219641_1842510209380157_7078684238949437812_n

Ogni emozione, anche la più spiacevole, di per sé non è negativa. Le emozioni sono stati d’animo funzionali, che ci aiutano a gestire le diverse situazioni in cui ci capita di imbatterci nel corso della vita.

Non esistono emozioni o pensieri “sbagliati”, bensì emozioni e pensieri che sono più utili ad affrontare meglio una determinata situazione.

Possiamo decidere di nascondere ed ignorare le emozioni spiacevoli, facendo un po’ come la polvere che si mette sotto il tappeto o come le cianfrusaglie stipate negli armadi: solo che prima o poi la polvere diventerà troppa da accumulare e i sentimenti negativi strariperanno dal nostro “armadio interiore”. Sarà allora difficile arginare il fiume in piena di sentimenti che verranno a galla; molto meglio riconoscere e validare le nostre emozioni, anche quelle che ci causano dolore.

Validare le emozioni che si provano non vuol dire accettarle passivamente, ma semplicemente darsi il permesso di sentirsi in un certo modo, osservando se stessi con una mente aperta e non giudicante.

  • Questa settimana prova a ….: tenere traccia su un quaderno dei tuoi pensieri e di ciò che provi. Studi scientifici hanno dimostrato la validità del tenere un diario nella regolazione delle proprie emozioni. Scrivere dà la possibilità di osservare dall’esterno quello che accade, permettendoci di avere una sorta di “terzo occhio neutrale” in grado di osservare con maggiore senso critico gli avvenimenti che ci colpiscono e le sensazioni provate.

#4 Aforismi e frasi

Salve a tutti!  Pronti per l’appuntamento di domani con il secondo buon proposito del 2018? Siete riusciti a portare a termine il compito di questa prima settimana? Avete fatto fatica o vi è sembrato facile? In attesa di scoprire di cosa parleremo domani, vi auguro una buona conclusione del vostro sabato con questa frase, che amo particolarmente (perchè il movimento è… vita!)

 MOVIMENTO

 

 

Buoni propositi 2018 #1

26230597_1842510132713498_159726692566233137_n

Spesso abbiamo un terribile bisogno dell’approvazione e dell’amore degli altri e ci convinciamo che soltanto sentendoci accettati saremo felici.

In realtà amare se stessi è il requisito indispensabile per poter avere un buon rapporto con il mondo che ci circonda ed assorbire tutto l’amore che gli altri vogliono trasmetterci.

Pensateci bene: se doveste consigliare ad un amico di frequentare qualcuno lo presentereste così? “Oh..sì, sai …è molto simpatico ma anche tremendamente insicuro, ultimamente non ne fa una giusta e poi non è affascinante (…bello, ricco, simpatico….aggiungete voi…). Se vi fermate a riflettere, vi accorgerete che troppo spesso è proprio così che ci presentiamo agli altri, dando una visione di noi che tende ad ingigantire i difetti ed a minimizzare i pregi.

Ma come possiamo credere di essere amati e rispettati se proprio noi non regaliamo amore e stima a noi stessi?

QUESTA SETTIMANA PROVA A…

Ogni mattina, davanti allo specchio, regalati un complimento a voce alta, sorridi a te stessa/o e sii grata/o per tutto ciò che hai conquistato finora.

vi aspetto domani per una sorpresa…

intro 10 propositiBuongiorno a tutti e buon weekend!

Come è andata questa settimana? La mia è stata, come al solito, ricca di impegni e cose da fare. Alcuni giorni fa, visitando l’interessante sito Emergenza Borderline della mia amica Federica mi sono imbattuta in alcuni colorati propositi che aveva pubblicato in occasione del nuovo anno. Ho pensato, allora, di integrare a quelle frasi alcuni personali spunti di riflessione per affrontare il 2018 nel migliore dei modi.

In questa vita frenetica è importante a volte fermarsi ad ascoltare noi stessi, i nostri bisogni, le nostre autentiche passioni, rallentando e concedendoci del tempo per riflettere o, semplicemente, riposare mente e corpo.

La tematica della crescita personale mi sta particolarmente a cuore, io stessa sono costantemente alla ricerca e sperimento su me stessa tecniche e strategie diverse per sentirmi bene con me stessa. Forse non ho ancora trovato “la mia dimensione”, ma l’importante è cercare sempre i modi migliori per sentirsi soddisfatti di noi stessi, giusto?

Quindi…10 buoni propositi per 10 settimane, pubblicati ogni domenica mattina: ciascun proposito vi accompagnerà per tutta la settimana, anche attraverso una “parte pratica” che potrà permettervi di sperimentare nella vostra vita quotidiana un modo alternativo di assaporare la giornata.

Partiamo domani con il primo proposito…ci sarete? Spero di trovarvi in questo nuovo viaggio insieme!

 

#1 Pillola di psy

BLUE MONDAY COME SCONFIGGERE TRISTEZZA (15 gen)

PILLOLA DI PSY: PROVARE SENZA ARRENDERSI

PROVARE SENZA ARRENDERSILA RESILIENZA – prima parte-

LA FRUSTRAZIONE

Buongiorno a tutti. Con settembre riprende anche la collaborazione con il sito Emergenza borderline: ecco allora un mio nuovo articolo, che potete trovare anche sulla pagina dedicata a questo disturbo (QUI il link).

LA FRUSTRAZIONE

Con il termine frustrazione in psicologia definiamo lo stato emotivo che deriva da un desiderio o da un bisogno non soddisfatto. In pratica, ci sentiamo frustrati quando desideriamo qualcosa che, a causa di ostacoli di varia natura, non possiamo ottenere. La frustrazione si presenta anche quando, una volta ottenuto il nostro obiettivo, esso non si dimostra all’altezza delle nostre aspettative.

Si tratta di una condizione psicologica che ci accompagna durante tutte le fasi di vita, sin dalla nostra nascita.

In generale possiamo dire che le cause della frustrazione sono molteplici:

  • Fattori fisici: lo stesso evento della nascita è per il bambino appena venuto al mondo fonte di profonda frustrazione, poiché si trova all’improvviso in un ambiente nuovo, apparentemente ostile, in cui si fanno pregnanti i suoi bisogni di accudimento (fame, sete, sonno, essere cambiato, temperatura, protezione…);
  • Fattori sociali: fare parte di un gruppo sociale, regolamentato da leggi e norme, spesso impedisce il soddisfacimento di alcuni bisogni e può portare a senso di frustrazione ed intolleranza verso quanto stabilito;
  • Fattori personali, più specificamente:
  1. Biologici è riguardano la condizione fisica di un organismo (statura bassa, portare gli occhiali, orecchie a sventola…). La frustrazione nasce quando l’individuo non vive in modo positivo le proprie caratteristiche;
  2. Psicologici è riguardano i tratti di personalità di un soggetto (che può, ad esempio, sentirsi a disagio in una società molto competitiva e razionale sentendosi maggiormente portato per il contatto umano e per l’emotività);
  3. Socialiè riguardano la società (ad esempio il non accettare di vivere in un determinato contesto sociale).

Ma come si manifesta la frustrazione durante le varie tappe dell’esistenza? Quali cambiamenti vi sono nel modo di reagire man mano che si cresce e si entra nell’età adulta?

INFANZIA

Come abbiamo accennato, sin dai primi attimi di vita il neonato deve fare i conti con la frustrazione. Nei primi mesi di vita l’intero mondo del bambino è dato dal rapporto con la mamma, che è continuamente chiamata a rispondere alle esigenze di nutrimento ed accudimento del suo piccolo. Nel momento in cui la madre non è in grado di soddisfare le richieste ecco che arriva la frustrazione, che si può manifestare in modi diversi.   Infatti, va detto che la frustrazione porta con sé un sentimento soggettivo, pertanto ciascun bambino può reagire in modo diverso alle varie situazioni ed anche in base alla sua età, al contesto, alle caratteristiche di personalità e al livello di sviluppo. Alcuni bambini rispondono reagendo con rabbia e pianti inconsolabili, altri si chiudono in se stessi, altri ancora regrediscono.

Man mano che il bambino cresce, in genere la frustrazione fa capolino ogni volta che il genitore pone un vincolo o dice “No” ad una richiesta.  È importante che i genitori aiutino i propri bambini a non aspettarsi che tutte le richieste vengano immediatamente attese, altrimenti c’è il rischio che essi non sviluppino la capacità di accettare le difficoltà e faticheranno ad avere un atteggiamento positivo nella risoluzione dei problemi. Il bambino, specie se piccolo, non ha ancora padronanza delle sue emozioni, non conosce le regole e vive nell’ “onnipotenza infantile” di controllare il mondo facendo ciò che gli piace. Compito dei genitori è guidarlo al rispetto delle regole, far capire che non può avere sempre tutto ciò che desidera, innalzando così il suo livello di tolleranza alle frustrazioni che inevitabilmente incontrerà sul suo cammino.

ADOLESCENZA

Gli ambiti in cui maggiormente i ragazzi e le ragazze adolescenti si troveranno a fare i conti con la frustrazione sono in genere quello scolastico e quello relativo alla sfera amicale. Il compito andato male, i primi esami non passati, il tradimento di un caro amico o il rifiuto del ragazzo di cui si è innamorate sono tutte esperienze che portano sofferenza ma che devono essere gestite ed accettate come tappe normali della vita. In queste circostanze gli adulti di riferimento devono insegnare l’importanza di affrontare i fallimenti, sottolineando il valore della tenacia, dello sforzo, della pazienza per raggiungere gli obiettivi prefissati.      L’adolescenza è un’età difficile, di sconvolgimenti fisici ed emotivi ed è un periodo critico rispetto alla capacità di tollerare le frustrazioni. Ecco perché è cosi importante porre le basi sin dall’età infantile, in modo da aiutare i propri figli adolescenti ad essere già pronti ad affrontare le frustrazioni.

ETA’ ADULTA

Durante l’età adulta, il modo a cui reagiamo alla frustrazione è fortemente legata  al senso di autostima. Se l’individuo è emotivamente forte sarà in grado di superare un momento di difficoltà, quale ad esempio la perdita del lavoro o l’abbandono del proprio partner; in questo caso il senso di autoefficacia si rafforzerà innescando un circolo virtuoso che permetterà di aumentare la soglia di tolleranza alle frustrazioni e reagire con ciò che in psicologia si definisce come resilienza (capacità di affrontare le difficoltà in modo vincente ed uscirne più forti).    Se la frustrazione è ben dosata e non si arriva a livelli di stress troppo elevati essa può essere un utile stimolo per la risoluzione dei problemi e può aiutarci a trovare soluzioni innovative, stimolando l’interazione sociale e la cooperazione e favorendo la crescita personale. Al contrario, una frustrazione negativa può declinarsi in diversi modi, quali ansia, angoscia, distacco e apatia, crisi di rabbia.

5 SUGGERIMENTI, IDEE E STRATEGIE PER RIDURRE LO STRESS DELLE MAMME

Trovate l’articolo originale in lingua inglese a questo link

Novelle mamme, mamme casalinghe, mamme che lavorano, mamme single e mamme in generale hanno tutte una caratteristica in comune: sono stressate. Questo stress non solo ha un impatto sulla loro salute, ma anche sulle loro capacità genitoriali, oltre che sulla pazienza e sul desiderio di creare un legame con i propri figli.  Quando il cortisolo, l’ormone dello stress, viene rilasciato in alte dosi mette le mamme in una condizione di rischio sia per quanto riguarda la loro salute mentale che quella fisica.  Abbassare lo stress è la chiave per migliorare la vita in famiglia e essere certi che la mamma stia bene per molto tempo in avvenire.

1. CREATE DEI SISTEMI

Un po’ di organizzazione può aiutare molto per alleviare lo stress. Una cosa molto semplice che le mamme possono fare è preparare la sera prima le cose da fare per il giorno dopo. Se la mamma lavora, lei oppure il papà possono preparare i pasti la sera prima. I vestiti possono essere sistemati e pronti per il giorno dopo e anche la colazione può essere preparata in anticipo.

2. IMPARATE A DELEGARE

le mamme spesso tendono a pensare che devono fare tutto e che sono le uniche persone a saper portare a termine i compiti nel giusto modo. Identificate i compiti che sono prioritari, quelli che vanno assolutamente fatti e devono essere portati a termine dalla mamma; poi, delegate tutto il resto.   Ad esempio, il papà può preparare la colazione. I più piccoli ed i neonati non possono aiutare in casa, ma i bambini più grandi sicuramente possono. Date loro piccoli compiti e riducete lo stress delle mamme. Stabilite del tempo personale,un po’ di tempo per curare voi stesse. Può essere qualcosa di semplice, come un bagno serale o leggere un buon libro.   Fare esercizio, meditare e uscire con gli amici sono tutte cose importanti ed aiutano a portare equilibrio in una vita impegnata.

3. ABBANDONATE L’IDEA DI PERFEZIONE

Non esiste la mamma o il papà perfetto. Le case perfettamente pulite non esistono, così come I pasti perfetti. La qualità è nell’esperienza. Cercate di concentrarvi meno sui dettagli e maggiormente sull’esperienza. Lasciate in disordine la cucina e divertitevi a giocare ad un gioco la sera insieme alla vostra famiglia. Lasciate perdere il bucato per un giorno e andate a fare una passeggiata con i vostri bambini.

4. RISPETTATE LE VOSTRE DECISIONI E QUELLE DEGLI ALTRI

Le mamme sono spesso abbastanza severe tra loro rispetto al proprio modo di essere genitori ed alle scelte lavorative. Amate le scelte che avete fatto e rispettate che altre mamme hanno il diritto di prendere le loro decisioni. Abbandonate i sensi di colpa e abbracciate la vostra vita

 5. TROVATE UN SUPPORTO

Le mamme che si sentono supportate sia dentro che fuori casa sono molto più felici e molto più in grado di gestire lo stress. Il sostegno può essere trovato attraverso organizzazioni della comunità, gruppi sociali e all’interno della famiglia stessa. Anche se è impossibile eliminare lo stress dalla vita, piccoli passi per ridurlo possono fare una grande differenza.

INFOGRAFICA: REAZIONI DELLA COPPIA DI FRONTE ALLA SEPARAZIONE

infografica-reazione-coniugi-a-fine-relazione