Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare

Con l’avvento delle festività natalizie, stanca per l’anno appena trascorso, confesso che desideravo solo riposarmi e trascorrere piacevoli giornate in casa, vicino al fuoco del camino e con una bella tazza di thè fumante tra le mani. Poco prima di Natale, però, ho deciso di combattere la mia proverbiale pigrizia ed uscire per andare al cinema. Avete presente quando tutti i tuoi amici ti chiamano e cominciano a dirti “…ehi, quel film è davvero stupendo, devi proprio vederlo!” “dai, non ci credo che ancora non ci sei andata!” o ancora “guarda, sul serio ne vale la pena…poi mi dici…”

Insomma, alla fine ho ceduto e visto che uno dei buoni propositi per il 2018 è proprio quello di andare più spesso al cinema ho accettato di vedere quello che molti mi hanno descritto come “…un vero e proprio capolavoro”.

Di quale film sto parlando? Cliccando qui potrete vedere la locandina (e sono sicura che la maggior parte di voi già lo conosce!)

Wonder è sicuramente un classico film per famiglie, adatto a bambini e ragazzi, ma fonte di riflessione anche per i più grandi. La pellicola racconta la storia di August Pullman (per tutti Augie), un bambino di 10 anni nato con una malformazione cranio facciale che lo ha portato nel corso della vita a frequenti ricoveri in ospedale e a ben 27 interventi chirurgici. Augie stesso nel film racconta:

So di non essere un normale bambino di 10 anni. Ho subito 27 operazioni: mi sono servite per respirare, per vedere, per sentire senza un apparecchio. Ma nessuna di loro mi ha dato un aspetto normale. 

August ha sempre studiato a casa con la mamma Isabel, che si è occupata personalmente della sua educazione. Proprio la mamma, pur spaventata dall’idea di fare affrontare il mondo esterno al suo “bambino speciale”, decide insieme al marito che è arrivato il momento di andare in prima media in una scuola pubblica, dove Auggie dovrà interagire con i compagni, mangiare in mensa, attraversare il cortile e andare in gita. Almeno all’inizio, non sarà facile per lui farsi strada nel mondo della scuola, dove troverà sguardi diffidenti, prese in giro e scarsa comprensione. A poco a poco, però, grazie alla sua ironia, coraggio e tenacia, unito all’amore della sua famiglia, il nostro piccolo protagonista riuscirà a trovare il suo posto nel mondo e aiuterà le persone intorno a lui a guardare le cose con occhi nuovi

Auggie ci insegna che  ciascun individuo è importante e che la diversità è una ricchezza perché “non puoi omologarti quando sei nato per distinguerti”.  

Molto poetica è la metafora dell’astronauta: Auggie è appassionato di astronomia e scienze e si rifugia dentro un casco spaziale per nascondere il suo aspetto “diverso”, che lo porta ad essere fissato dagli altri o evitato. Non per niente, il superpotere che August vorrebbe avere è proprio l’essere invisibile e suo compagno immaginario è Chewbecca, personaggio della saga “guerre stellari” di cui il bambino è un grande fan. Memorabile la scena del suo primo giorno di scuola, in cui August immagina di fare il suo trionfale ingresso acclamato come un eroe in compagnia di Chebecca!

La famiglia di Augie

Interpretati magistralmente da Julia Roberts e Owen Wison , mamma Isabel e papà Nate sono due genitori che da sempre si sono occupati con amore dei due figli, August e Olivia (detta “Via”). La malattia da cui è affetto il figlio minore ha portato la sorella a crescere in fretta e a mettere spesso da parte i suoi bisogni per favorire quelli del suo fratellino. Questi due genitori non sono perfetti: a volte trascurano la figlia e non si accorgono dei tormenti interiori che lei stessa, adolescente in crescita, sta attraversando (l’allontanamento della sua migliore amica, la nuova scuola, la morte dell’adorata nonna); tuttavia, sono genitori che ci provano: provano costantemente ad essere vicini ai propri figli e sono disposti a rimediare ad eventuali errori. Quello del padre è un personaggio divertente e ironico, che ben si bilancia con una madre coraggiosa e votata alla famiglia.

Nate (Owen Wilson): Auggie, meglio se non arrivi lì con i tuoi genitori, non è fico. 
Auggie: Tu sei fico!
Nate: Lo so, è vero, ma tecnicamente molti padri non sono fichi. 

Isabel (Julia Roberts): Tu non sei brutto, Auggie 
Auggie: Tu lo devi dire per forza perché sei mia mamma!
Isabel: Perché sono tua mamma vale di più, perché io ti conosco di più. 

Personaggi preferiti

Una standing ovation al fidanzato di Via (davvero, dove lo trovate un ragazzetto così maturo e comprensivo a quell’età??); devo ammettere che ho una particolare simpatia anche per il personaggio di Via: più di una volta mi sono schierata dalla sua parte e credo che meritasse più attenzione dai suoi genitori. Augie è obbiettivamente in gamba e coraggioso, ma credo che attraverso la sorella possa imparare che a volte occorre fare spazio anche ai problemi degli altri e non considerarsi sempre al centro del mondo.

I momenti più commoventi

Qui la lista è praticamente infinita: se avete la lacrima facile “Wonder” vi farà consumare interi pacchetti di kleenex! Ecco alcuni tra i  momenti a mio parere più toccanti:

  • Quando il piccolo Augie ed il suo amico Jack sfuggono ad alcuni bulli più grandi grazie all’aiuto di alcuni compagni di scuola che avevano sempre preso in giro Augie per il suo aspetto. Il momento in cui, dopo lo scampato pericolo, Augie si avvicina al lago in lacrime e viene circondato dai suoi nuovi amici è qualcosa di davvero poetico e credo possa essere interpretato in diversi modi: Augie piange per il grande pericolo scampato o perché ha capito di poter contare sugli stessi ragazzi che prima lo deridevano e si sente finalmente accettato? Io preferisco pensare alla seconda ipotesi
  • Lo scambio di sguardi tra mamma Isabel e la figlia Via dopo il saggio della ragazza: quando le parole sono semplicemente inutili e il non verbale comunica solo Amore…
  • La morte della cagnolina: no, sul serio…era proprio necessaria?

 

Alla fine devo ammettere che i miei amici avevano ragione: la storia del piccolo Augie è davvero ricca di significato e commovente e credo che il regista sia riuscito a dare un’immagine della realtà abbastanza fedele e mai troppo melensa. Consiglio a tutti di vedere questo bel film sul valore della diversità e sull’accettazione di se stessi.

Per tutti coloro che hanno già visto “Wonder”, vi va di condividere qui sotto le vostre impressioni o eventuali riflessioni? Cosa vi ha lasciato la visione di questo film?

 

 

4 pensieri riguardo “

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