LA RESILIENZA –seconda parte- PENSIERO POSITIVO ED AUTOSTIMA

 

Molteplici ricerche hanno dimostrato che Il nostro pensiero stimola:

  • Comportamenti
  • Azioni
  • Comunicazione con gli altri

Un sentimento di allegria e positività che si diffonde nell’ambiente che ci circonda è in grado di generare a sua volta dinamiche positive. Il pensiero della mente attrae pensieri simili nelle menti altrui: non solo…attrae anche situazioni positive!  Se quotidianamente ci facciamo prendere da pensieri negativi, se le nostre emozioni non sono in linea con i nostri desideri allora sarà difficile superare i problemi che ci troviamo ad affrontare. Se prevale la visione pessimistica, partiamo già sconfitti e non creiamo intorno a noi le condizioni per affrontare al meglio la difficoltà e superarla. Questo assunto è alla base della PSICOLOGIA POSITIVA.

L’ESEMPIO DI CHARLIE BROWN

Charlie Brown è un ragazzo assolutamente normale, nella media. Non è assolutamente incapace, ma vede se stesso come tale e per questo non riesce a fare nulla.           resilienza-seconda-parteCharlie è la rappresentazione del circolo vizioso della persona che, percependosi negativamente, diventa simile all’immagine che lui stesso si è costruito.

Ricordiamoci sempre che:

  • Quando creiamo nella nostra mente un pensiero ispirato ne attraiamo altri di simili
  • I nostri pensieri più ispirati, quelli che sono più forti e frequenti, contribuiscono a determinare gli eventi principali della nostra vita
  • Ogni pensiero ha una sua frequenza che si sintonizza sulle frequenze di pensieri simili (sia propri che degli altri)

Un nuovo modo di vedere un problema…

Queste premesse ci portano a concludere che

NON DOBBIAMO COMBATTERE CONTRO IL PROBLEMA, MA MODIFICARE IL MODO IN CUI SI PONE IL NOSTRO ESSERE DI FRONTE AL PROBLEMA.

Sì, ma come?

Resilienza  significa dare un nuovo senso agli eventi, cambiare il significato delle avversità. La resilienza è come l’attivatore di uno stress positivo in grado di far nascere nuove risorse nell’uomo  per  permettergli di far fronte ad una situazione difficile. In quest’ottica l’insorgere di un problema diventa un momento utile, costruttivo, portatore di significati. Il superamento di una situazione difficile ci farà uscire rinforzati e addirittura trasformati.

Allenare la nostra resilienza significa porsi continuamente una domanda di fronte agli accadimenti della vita: “Cosa c’è di buono in quello che sta succedendo?“, ovvero “Qual è il miglior significato che posso attribuire a quanto sta accadendo?“.                                             Occorre diventare consapevoli che siamo noi, con il nostro pensare ed attribuzione dei significati, a poter dare un valore positivo o negativo agli eventi.

Rafforzare la resilienza porta di aumentare la propria autostima, oltre a sviluppare una maggiore consapevolezza. Inoltre ci permette:

  • Di pensare di poter cambiare il proprio destino, progettando la risoluzione del problema;
  • Di imparare a chiedere supporto agli altri;
  • Di sviluppare una proattività verso i problemi, evitando di procrastinare;
  • Di mettere noi stessi in discussione ed imparare a distinguere ciò che è nocivo per la risoluzione della difficoltà.

mafalda-ottimismo-pensiero-positivo

RESILIENZA E AUTOSTIMA

Esse sono strettamente legate tra loro. Essere resilienti vuol dire percepire e capire le proprie possibilità, i propri punti di forza, mentre il concetto di autostima rimanda alla valutazione o opinione che abbiamo di noi stessi. Essere dotati di una buona autostima ci permette di attivare le nostre credenze vincenti, essere perseveranti nel raggiungere  un obiettivo, usare il proprio potenziale e canalizzare le risorse verso la soluzione di un problema. Per far questo è indispensabile imparare ad accettare se stessi, perdonandosi per gli inevitabili errori che ci troveremo a compiere, cercando di vivere con consapevolezza e assumendosi le proprie responsabilità.

I vincitori a volte perdono. la differenza tra un vincitore e un perdente e’ che il primo utilizza l’esperienza dell’errore e della sconfitta per imparare qualcosa  e rendersi conto dei suoi sbagli, cosi’ da evitare di ripeterli.  Il perdente non impara mai e continua all’infinito a perseverare nell’errore.

ALCUNI FATTORI CHE INDEBOLISCONO LA CAPACITA’ DI RESILIENZA:

  • Scarsa consapevolezza
  • false credenze
  • mancanza di progettualità e definizione errata degli obiettivi
  • afflizione (il sabotatore interiore)
  • frequentazione di persone con un atteggiamento negativo

SUGGERIMENTI PRATICI X SVILUPPARE LA RESILIENZA:

  • Create rapporti. Accettate l’aiuto e il sostegno delle persone a voi vicine, circondatevi d persone creative ed ottimiste e allontanate chi si lamenta sempre o si autocommisera.
  • Basta catastrofizzare. Le crisi non sono problemi insormontabili . Imparate a ridimensionare le difficoltà e a godere delle piccole gioie della vita.
  • Imparate ad accogliere il cambiamento. Accettate che cambiare fa parte della vita; guardate agli eventi difficili come sfide e non come pericoli
  • Sviluppate obiettivi realistici e agite! Non fatevi influenzare da pensieri autolimitanti, attuate comportamenti in modo deciso senza aspettare che i problemi scompaiano magicamente
  • Coltivate la vostra autostima, il senso dell’umorismo e la creatività. Sono tutti importanti elementi che vi aiuteranno ad essere resilienti
  • Non siate vittime dell’impotenza: “non sono bravo abbastanza…tanto le cose non cambieranno mai…tutto il mondo è contro di me…” sono tutti pensieri negativi autolimitanti
  • Sviluppate uno spirito di adattamento: modificate le vostre abitudini, conoscete gente nuova, imparate la tolleranza verso le vostre e le altrui debolezze
  • Imparate dai vostri errori, guardate ad essi come importanti momenti che vi hanno insegnato cosa evitare di fare in futuro. Il fallimento non deve scoraggiare, ma essere visto come un’importante lezione per la prossima volta.

 

 

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