LA RESILIENZA – prima parte-

Buon lunedì a tutti. Eccoci arrivati al consueto appuntamento con un nuovo articolo sul blog genitorifelici. Oggi vi propongo con molto piacere alcuni interessanti spunti di riflessione sulla tematica della resilienza, un argomento che avevo trattato tempo fa in occasione di una colazione tematica a cui hanno partecipato diversi professionisti. L’incontro si era tenuto presso lo Studio Valletta Comunicazione e Relazioni Pubbliche a Milano (evento Business Cappuccino) ed era stata una piacevole occasione per parlare di psicologia, raccogliere impressioni e confrontarsi rispetto all’argomento trattato.

COS’E’ LA RESILIENZA

In metallurgia  essa indica la “capacità di un metallo di resistere alle forze contrarie (compressione o trazione) che vi vengono applicate”.

In psicologia il temine resilienza viene inteso come la capacità delle persone di affrontare e superare una situazione difficile (stress, lutto, malattia) e di uscirne addirittura rafforzate (Grotberg, 1995).

Pietro Trabucchi, psicologo, esperto in questa disciplina, al definisce “la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontrano”.

La resilienza è, dunque, il processo con cui alcuni individui, famiglie o gruppi, in situazioni di difficoltà, resistono a un evento negativo e mantengono il proprio senso di padronanza, attivando adeguate strategie di coping.

 “Resilienza è la capacità o il processo di far fronte, resistere, integrare, costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante l’aver vissuto situazioni difficili che facevano pensare ad un esito negativo. ”   

                                                                                                                                   Boris Cyrulnik

ESSERE RESILIENTI VUOL DIRE:

  • non essere fragile
  • non arrendersi di fronte alle avversità
  • rialzarsi dopo una crisi
  • non perdere la speranza di farcela!

Un alto livello di resilienza si raggiunge quando si riesce a trarre da ogni esperienza, anche la più tragica, un insegnamento, un’occasione di crescita.

Significativo esempio di resilienza è, a questo proposito, lo scienziato Thomas Edison,  uno dei più famosi ed importanti inventori della storia, famoso per aver inventato uno degli oggetti ad oggi più utilizzato, ovvero la lampadina. Per far si Thomas-Edison.jpgche avvenisse l’accensione evitando di bruciare tutto, egli dovette trovare il materiale giusto per costruire il filamento interno e questo lo portò a fare innumerevoli tentativi con materiali diversi prima di individuare quello giusto, ovvero il tungsteno. Dopo migliaia di tentativi falliti, di fronte alle persone che gli intimavano di lasciar perdere e abbandonare il progetto lui rispondeva ogni volta “Io non ho fallito. Ho solo scoperto 2.500 materiali che non funzionano”. Questo modo di approcciarsi ai problemi ha permesso ad Edison di perseverare e, alla fine, ottenere un grande risultato.

Ma quali sono le caratteristiche di una personalità resiliente?

Sicuramente, la persona resiliente sa creare la giusta distanza emotiva dai problemi, ma senza negarli o isolarsi; sa affrontare analizzare, controllare eventi critici appoggiandosi  ai propri valori morali, che sono forti e ben radicati Inoltre è capace di autoanalizzarsi, si fa domande e risponde con sincerità. Sa stabilire buone relazioni interpersonali e possiede una disposizione di spirito verso l’allegria e la positività, che lo aiuta a relativizzare le situazioni e guardare con ottimismo agli eventi

Ecco cosa permette la resilienza:

  • Fa trasformare un evento fortemente critico e negativo in una nuova opportunità di crescita, fornendogli un nuovo significato;
  • Permette un cambiamento di prospettiva, facendoci imparare ad analizzare ciò che accade da un punto di vista differente, favorendo in questo modo la crescita personale;
  • Ci aiuta a fronteggiare anche piccole avversità, senza arrendersi o perdere la speranza e la motivazione a trovare una soluzione;
  • Ci permette di trovare in noi stesso risorse e soluzioni migliori per risolvere i problemi.

È importante ricordare che l’uomo nasce resiliente. La storia è piena di situazioni che ci mostrano come sia stato in grado di sopravvivere e resistere, anche in condizioni di vita difficilissime (guerre, epidemie, avversità…). Naturalmente, la capacità individuale di far fronte ad una difficoltà varia da persona a persona: c’è chi perde il controllo, chi piange e si dispera e chi, al contrario, reagisce ed affronta le situazioni e gli imprevisti ai quali la vita li sottopone, con grinta e determinazione.

i fattori che influenzano la capacità di resilienza sono principalmente 4:resilienza

  • l’ AMBIENTE
  • il CONTESTO SOC DI RIFERIMENTO
  • l’ EDUCAZIONE RICEVUTA
  • le ESPERIENZE VISSUTE

 

Tuttavia La resilienza è una capacità cognitiva che può essere potenziata e migliorata nel tempo. Si tratta di un vero e proprio PROCESSO, che può essere appreso e rinforzato.

Ciascuno di noi deve diventare consapevole del fatto che sono i nostri pensieri, emozioni  e la nostra struttura cognitiva a dare senso agli eventi ed all’ambiente che ci circonda.

Nell’articolo di giovedì prossimo approfondiremo questa tematica parlando del pensiero positivo e della psicologia positiva, della correlazione resilienza- autostima  e forniremo alcuni   suggerimenti pratici per sviluppare la vostra resilienza.

Spero che questa tematica sia per voi motivo di interesse, fatemi sapere tramite domande e commenti i vostri dubbi, opinioni o richieste di eventuali approfondimenti. Vi aspetto giovedì prossimo per proseguire nelle riflessioni su questa tematica. Buon inizio settimana a tutti!

5 pensieri riguardo “LA RESILIENZA – prima parte-

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