RIFLESSIONI A PARTIRE DAL FILM “FORREST GUMP”

Oggi inizia la nuova rubrica “PSY-ARTE” e ho deciso di inaugurare questo nuovo spazio parlando di un film che mi è rimasto nel cuore per il suo bellissimo messaggio e per l’intensa interpretazione e caratterizzazione che i bravissimi attori hanno saputo dare ai propri personaggi.

Sto parlando di Forrest Gump, opera cinematografica diretta da Robert Zemekis e interpretato da Tom Hanks, uscito nelle sale nel 1994.

Questo film non ha una trama classica: non ci sono inseguimenti, grandi colpi di scena, un personaggio cattivo per eccellenza e da sconfiggere.  Tutto scorre intorno alla figura di Forrest Gump, un giovane ragazzo, poi uomo, di intelligenza inferiore alla norma, nato in Usa intorno alla metà degli anni ’40.   Attraverso i suoi occhi da “sempliciotto” viene presentato al pubblico un affresco di circa 30 anni della storia americana. Nel corso della sua vita Forrest incontrerà importanti personaggi (Elvis Presley, Nixon, Lyndon Johnson, John Lennon), attraverserà fondamentali periodi (la guerra del Vietnam su tutti) sempre con una profonda innocenza.

E’ una storia semplice, che tratta soprattutto di rapporti tra persone:

Forrest e sua mamma

Forrest e Jenny

Forrest e Bubba

Forrest e il tenente Dan

Filo conduttore e colla che tiene uniti tutti i personaggi è Forrest stesso, un individuo semplice, educato, che vede la realtà in modo positivo e ingenuo.  Il suo basso quoziente intellettivo non gli permette di capire il mondo che lo circonda, tuttavia egli è in grado più di tutti di cogliere l’essenza stessa della vita. Forrest crede essenzialmente in tre cose: in Dio, nella sua mamma ed in Jenny; l’intera sua esistenza è filtrata attraverso questi 3 elementi e il suo carattere rimarrà sempre fedele a questi tre punti di riferimento. Forrest Gump è la metafora della parte buona e onesta dell’America.

LA MAMMA DI FORREST

md-forrest

La mamma è la guida che Forrest sente accanto tutta la vita: è la voce che gli trasmette forza, saggezza, fiducia in se stesso. lo ama di un amore incondizionato e gli trasmette il messaggio che lui è importante in quanto persona e che deve mettere a frutto le caratteristiche che si è trovato a disposizione. Rifiuta di etichettare il figlio come diverso perché “Se Dio avesse deciso che fossimo tutti uguali, avrebbe dato a tutti un apparecchio alle gambe.”.

 I detti e i consigli che la mamma ripete a Forrest sono ripetuti lungo tutto il film, come a far da cornice alla sua vita ed alle sue scelte.  “La vita è come una scatola di cioccolatini…non sai mai quello che ti capita…”, come a dire che la nostra vita è caratterizzata da eventi belli e brutti che dobbiamo avere il coraggio di fronteggiare; “Stupido è chi lo stupido fa”, il tuo destino è nelle tue mani e le tue azioni determinano che persona diventerai; “C’è una sola cosa che puoi fare , ma non sai qual’è finché non l’avrai fatta”, ovvero l’importanza di agire senza condizionamenti o aspettarsi risultati.

Uno dei messaggi più belli di questo film è che si può andare in posti lontani, fare grandi esperienze, incontrare importanti personaggi ma alla fine la vera cosa importante è tornare a casa, alle proprie radici, ai propri affetti. Le nostre prime scoperte, i nostri primi amori e tenerezze sono la nostra identità e costruiscono la nostra persona rendendoci ciò che siamo.

JENNY

jenny

Jenny è la prima persona, la prima bambina che accetta Forrest semplicemente per ciò che è, con i suoi pregi e difetti. Non lo giudica diverso e li accomuna la purezza e una sorta di innocenza che li legherà per sempre. Sono due personaggi estremamente diversi, che seguono cammini paralleli ma sembrano legati da un filo invisibile.   Jenny, vittima sin da bambina degli abusi del padre, cercherà la sua felicità in tutto ciò che è nuovo e diverso, perdendosi lungo il cammino in esperienze sbagliate di droga e legami malsani.  Forrest sa ciò che è realmente importante e le resterà sempre fedele, riuscendo finalmente a sposarla pur se malata di Aids. Struggente la scena della visita alla sua tomba sotto l’albero che li vedeva giocare felici da bambini.

         BUBBAbubba

Bubba rappresenta per il nostro Forrest la vera amicizia. Ossessionato dai gamberetti, trova in Forrest l’unico compagno in grado di ascoltare i suoi ripetitivi racconti; è anch’esso un personaggio semplice che ha il merito indiretto di lanciare Forrest nel mondo della pesca dei gamberi e di farlo diventare eroe, visto che durante la guerra del Vietnam rischierà la vita per salvare, purtroppo invano, quella del suo amico.

IL TENENTE DAN

dan

Si tratta di un personaggio molto più complesso. Egli rappresenta i mutilati d’America, quella parte di generazione che, una volta uscita dalla sporca guerra del Vietnam, non ha più trovato posto nella società e di cui la nazione si è dimenticata. Il tenente Dan dovrà attraversare varie fasi prima di arrivare alla conoscenza di sé e ad accettare la sua menomazione; in questo percorso giocherà ancora una volta un ruolo fondamentale proprio Forrest.  Lo stesso Forrest che lo ha salvato da morte certa e che è odiato per questo perché, dice il tenente “io avevo un destino…dovevo morire là, con i miei uomini, dovevo morire come i miei antenati da eroe….”. Dan odia Dio e in un suggestivo scontro durante una tempesta in mare lo sfida ad affondare la barca e spazzarlo via dalla terra; ma Dio non lo fa e qualcosa si placa in lui.  Riesce a far pace con il suo corpo mutilato, con Forrest e con Dio stesso, capendo che il suo destino è quello di accettarsi e continuare a vivere nel migliore dei modi.

LA PIUMA

piuma

Il nostro destino è determinato da come ci poniamo verso gli eventi casuali della vita e quest’idea è resa magistralmente dal regista attraverso la metafora della piuma, che svolazza lievemente all’inizio del film, posandosi proprio ai piedi del nostro personaggio, e alla fine del film, quando riprende a volare in cielo verso lo spettatore, in attesa di essere raccolta da un altro Forrest Gump.

La piuma rappresenta il destino, un tema ricorrente lungo tutto il corso del film. Ci si domanda: la piuma trasportata dal vento da parte di un piano o è solo un caso? Penso che la risposta migliore la dia lo stesso Forrest mentre parla alla sua Jenny sepolta sotto il loro albero: “…non lo so se mamma aveva ragione o se ce l’ha il tenente Dan…non lo so…se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza…ma io credo…può darsi le due cose…forse le due cose capitano nello stesso momento….Mi manchi tanto Jenny! Se hai bisogno di qualcosa non sarò tanto lontano”.

Sicuramente molti di voi avranno visto questo bellissimo e delicato film. Per quanti non avessero ancora avuto l’occasione di conoscerlo, non posso che consigliarne la visione.

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