Lettera ai miei genitori

Oggi è per me un giorno speciale.

39 anni fa, in una piccola chiesetta, circondati da amici fidati e da un mare di parenti, dicevano il loro Sì i miei genitori.

All’epoca erano due ragazzini innamorati, con pochi soldi in tasca, tanti sogni e una grande voglia di costruire insieme il loro futuro. Da lì a pochi anni la loro vita sarebbe stata allietata dalla nascita della loro unica figlia (Io!) che, come mi diceva sempre mio nonno, “…ha portato tanta gioia in una vita già felice”.

A rivederli oggi i miei genitori non sono più ragazzini e i loro volti sono solcati dalle rughe dell’esperienza, hanno qualche soldino in più in tasca, forse sono un po’ più disillusi e hanno sicuramente saputo costruire il loro futuro insieme.

Una cosa non è mai cambiata: sono stati e sono tuttora profondamente innamorati l’uno dell’altra.

Hanno attraversato difficoltà e momenti bui, ma anche immense gioie e soddisfazioni. Hanno condiviso pensieri, arrabbiature, esperienze, momenti importanti e dolori profondi, ma sempre consapevoli del profondo legame che li unisce anche a distanza di tanti anni.

Guardo la mia famiglia e a volte mi chiedo come abbiano fatto a rimanere uniti nonostante tutto e per tutto questo tempo, come abbiano superato i reciproci difetti, le parole poco gentili a volte dette, le inevitabili incomprensioni tipiche di ogni famiglia.

Guardo mia madre e mi domando come sopporti ancora i saltuari malumori di mio padre, la sua scarsa capacità di tollerare il minimo disturbo fisico, i suoi momenti in cui si assenta in un mondo tutto suo.

Guardo mio padre e penso che non riuscirei a reggere gli sbalzi emotivi di mia mamma, la sua poca voglia di fare baldoria e uscire, la sua fissa per le pulizie e la casa.

Li guardo e poi capisco: sono l’uno la roccia dell’altro, hanno saputo fare delle loro differenze la corda che tiene insieme due vite apparentemente molto diverse.

Di me bambina in famiglia ricordo il DIALOGO che permeava ogni ambito: si parlava di tutto, ci si confrontava costantemente e si cercava di trovare una via di mezzo anche nelle situazioni in cui sembrava non fosse possibile.

Credo che alla fine sia questo il collante che ha permesso ai miei genitori di fare tutta questa strada insieme, l’aver sempre e comunque fortemente voluto COMUNICARE  per trovare una soluzione, consci che quello che avevano era un sentimento vero e profondo, da proteggere ad ogni costo.

Sorrido se penso a come brillano gli occhi di mio padre ogni volta che parla di mia mamma, a come si preoccupa appena lamenta un piccolo disturbo, a come la ricopre di piccole attenzioni, a volte insignificanti ma proprio per questo così preziose.

Mi intenerisco a sentire mia mamma difendere mio padre ogni volta che io e lui battibecchiamo perché “..Dai, lo sai che lui è fatto così…ma in fondo ha un cuore d’oro…”.

Quindi, questa piccola riflessione sul blog, cari mamma e papà, oggi è per voi (i miei lettori spero mi perdoneranno se per una volta parlo un po’ di me e della mia famiglia); voi, che mi avete insegnato (e continuate a farlo ogni giorno) il valore dell’amore e la capacità di stare bene insieme. Spero di riuscire a percorrere anche io, con mio marito, la strada delineata 39 anni fa da voi, in quella piccola chiesetta dell’Emilia Romagna.

Oggi, il mio augurio dal profondo del cuore per una vita ancora lunga e sempre insieme.

Vostra figlia

 

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