IMPARARE A SAPER PERDERE

Molto spesso, soprattutto nel mondo moderno così competitivo, veniamo a contatto con persone che vogliono emergere ad ogni costo e non sono in grado accettare con serenità sconfitte e insuccessi. Cosa si nasconde dietro questo atteggiamento? Vi sono molteplici motivi che possono portare un individuo a vivere con sofferenza le inevitabili difficoltà e i fallimenti che la vita, ahimè, riserva a ciascuno di noi.

Alcuni non riescono a interpretare questi momenti come insegnamenti preziosi da cui ripartire con più forza ed esperienza e si sentono feriti nel profondo, con conseguente calo della propria autostima.

Molto spesso sin da bambini i loro genitori hanno nutrito alte aspettative, spronandoli a fare sempre di più e gratificandoli raramente.                                                                                     Non è raro che il bisogno di emergere ed essere sempre perfetti abbia le sue radici proprio in queste dinamiche sviluppate nell’infanzia; allo stesso modo, anche dei genitori eccessivamente protettivi possono trasmettere al bambino il messaggio che tutti devono essere al suo servizio e che il piccolo è invincibile. Ecco allora che alla prima inevitabile frustrazione subentra un profondo senso di vergogna e l’adulto può temere di non essere accettato e riconosciuto.

Un’altro meccanismo che scatta nelle persone che non sanno accettare le sconfitte è il desiderio di essere onnipotenti. Per alcuni adulti vincere sempre soddisfa il bisogno tipicamente infantile di avere il controllo su ogni situazione e sugli altri.

Secondo Freud il bambino ha il bisogno immediato di soddisfare ogni suo bisogno; il ruolo della madre è quello di regolare il suo rapporto con la realtà, modulando le sue richieste e facendogli sperimentare piano piano anche frustrazioni e momenti difficili. In questo modo lo prepara alla vita adulta, ma se questo non avviene, da grande ci potranno essere difficoltà ad accettare le sconfitte e porsi dei limiti.

Infine, come ho già accennato all’inizio, anche la nostra società non aiuta: oggi siamo bombardati da messaggi che invitano ad essere sempre perfetti, all’altezza della situazione e spesso si trascura il fatto che per raggiungere un obiettivo sono necessari anche allenamento e impegno costante. La vittoria è qualcosa di immediato, ottenuto un risultato ne vogliamo subito un altro in una continua spirale alienante che rischia di minare le basi della nostra autostima. E’ molto importante che ciascuno di noi sviluppi senso critico e sia consapevole dei propri limiti, così da imparare a tollerare meglio le frustrazioni.


Ci sono alcune cose importanti da tenere a mente per crescere dopo una sconfitta:

1) RIPERCORRERE GLI ERRORI: visualizzate le tappe che vi hanno portato a sbagliare, pensate alle scelte alternative che non avete considerato, chiedetevi dove potete migliorare. In questo modo in futuro sarà più facile prendere la decisione più efficace;

2) APPREZZATE LA VITTORIA: non fatevi prendere dall’ansia di ottenere subito un altro risultato, assaporate il momento felice, ricompensatevi e dite a voi stessi “sono stato bravo!”;

3) IMPARATE A RICONOSCERE LE VOSTRE EMOZIONI: l’insuccesso a volte è causato proprio da uno scarso controllo della propria emotività. Se riuscirete a conoscere le vostre emozioni, cosa vi manda in crisi e cosa vi fa sentire meglio, sarete in grado di fare scelte più sicure;

4) PERDERE VUOL DIRE ACCUMULARE ESPERIENZE: imparare dagli errori permette di fare meglio la volta successiva. Accettate il fatto che la sconfitta è parte della vita e non occorre essere sempre il migliore per essere accettati ed amati. Amatevi per quello che siete, con i vostri punti di forza e le vostre debolezze. Fate tesoro degli sbagli e ripartite più forti e tenaci di prima;

5) CIRCOSCRIVETE L’INSUCCESSO: sbagliare è normale, anzi significa che vi state mettendo in gioco. Non dimenticate mai tutte le vostre capacità e non generalizzate dicendo “sono un completo fallimento!”. Sbagliare non significa essere dei totali incapaci.



E voi conoscete qualcuno che non sa accettare le sconfitte? Oppure magari riconoscete voi stessi in questo profilo? Cosa pensate di questo articolo? Fatemelo sapere lasciando i vostri commenti nel box qui sotto.

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